Alla fine l'algoritmo che spaventa il pallone è solo un grande bluff

Più che un complicato schema sarà una classifica ponderata che calcola i punti medi casa-trasferta

Alla fine l'algoritmo che spaventa il pallone è solo un grande bluff

Intanto si parte. La speranza è quella di finire, ma occorre farsi trovare pronti in caso di altro stop, stavolta senza appello. E allora nascono l'idea dei playoff (ma se ci si ferma tutti, sicuri che si possa ripartire in pochi?) e quella tanto discussa dell'algoritmo. A Gravina presidente federale - deve averla suggerita un esperto di informatica più che di calcio: un paio di giorni, una valanga di polemiche e l'algoritmo che avrebbe dovuto tenere conto di tutto (punti fatti e partite giocate, ma anche avversari affrontati e da affrontare) e potuto trasformare il calcio in un motore di ricerca (alla cui base stanno appunto gli algoritmi) diventa niente più che una classifica ponderata, ovvero una classifica che tiene conto dei punti fatti nelle partite giocate in casa e di quelle giocate in trasferta. Anche se una cosa per esempio è stata affrontare la Juventus nel suo fortino delle Vallette prima dello stop e un altro sarà farlo da metà giugno in avanti, senza pubblico. Ma tant'è, una soluzione va trovata e in caso di stop definitivo una fotografia della classifica va consegnata agli archivi, per i titoli sportivi e per la spartizione dei premi in denaro (ogni posizione guadagna o perde da 400mila euro a 4 milioni, la differenza tra vincere lo scudetto e arrivare secondi).

«Mi dispiace che la parola algoritmo abbia dato l'idea di una pozione magica, ma è semplicemente un metodo sistematico di calcolo per arrivare alla classifica più equa possibile», spiega Gravina in mezzo alla bufera. In realtà, molti sono gli elementi che alimentano e cambiano il risultato di un algoritmo, e in questo il presidente federale è stato abile a non rivelarli mai ufficialmente, così quando il prossimo Consiglio approverà piano B (playoff) e piano C (l'algoritmo nella sua forma ridimensionata), non serviranno troppe spiegazioni sul passo indietro.

La classifica ponderata dovrebbe basarsi sulla media-punti fatta nelle partite già giocate in casa, proiettata su quelle che resterebbero da giocare per arrivare al totale casalingo di 19. Idem per le 19 in trasferta. Per dire, alla base di quanto finora accaduto, la Juventus sarebbe campione con 2 punti di vantaggio sulla Lazio (92 a 90) anche perché lo scontro diretto è da giocare a Torino e la Juventus in casa finora ha una media punti di 2,85, la Lazio di 2,17 in trasferta. Inter terza a -10, Atalanta quarta e di nuovo in Champions, Roma e Napoli in Europa League. E fin qui nessuna sorpresa. A pagare sarebbe il Milan, scavalcato da Verona e Parma, nono in classifica (ponderata). In B, con Spal e Brescia, andrebbe il Lecce, per 3 decimi di punto nei confronti del Genoa (sai che polemiche anche qui...). Insomma, sarà ancora lunga.

Ripartire, finire, ma non solo. Il calcio adesso pensa addirittura di aprire un buco negli stadi per infilarci dentro un po' di gente. «Guardo con interesse a ciò che avverrà nei teatri e nelle arene per le manifestazioni culturali. Gli stadi sono grandi: con tutte le precauzioni, è impensabile che in impianti da 60/80mila posti non possa esserci una percentuale minima di persone».

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