Tutti insieme appassionatamente. Maggioranza e opposizione. Per la "viking row", in una seduta del Parlamento. Andando oltre la presunta e proverbiale freddezza dei popoli del Nord Europa, in Norvegia hanno perso la testa per il calcio. Merito di Haaland e compagni, qualificatisi per la rassegna iridata dopo 28 anni e già protagonisti della vittoria contro l'Iran (4-1): il formidabile centravanti del City ha segnato due reti. Insieme a lui e dietro di lui, una nazione che conta meno di sei milioni di abitanti e che rema letteralmente unita mettendo in scena la "viking row": sulle scale mobili, nei locali, ovviamente allo stadio e persino in Parlamento. Una coreografia che ha già sfondato e che probabilmente diventerà il simbolo del Mondiale. Il meccanismo è semplice: i tifosi si dispongono in fila e muovono le braccia contemporaneamente avanti e indietro, simulando la remata dell'equipaggio di una nave vichinga. Il gesto è accompagnato da cori ritmati che trasforma tribune, locali e strade in una vera e propria drakkar, l'imbarcazione da guerra vichinga.
Per fare sentire il proprio appoggio alla squadra di Solbakken, la stessa scena è stata proposta anche dalle postazioni dello Storting, ovvero il Parlamento monocamerale della nazione. "Sognavamo un debutto del genere le parole di Haaland adesso dobbiamo continuare così. Non avevo mai visto il mio Paese protagonista ai Mondiali, quindi mi auguro che i bambini norvegesi si ricordino per sempre questa esperienza".
Prossimi avversari il Senegal e la Francia: la "viking row" non mancherà e contagerà nuovi appassionati, mentre Haaland andrà a caccia dell'ennesima rete per poi festeggiarla con l'ormai celebre posa di Shuni Mudra tipica della meditazione che utilizza da anni per ritrovare serenità e tranquillità. A giudicare dai suoi numeri, pare funzioni.