I monti imbiancati decidono la maglia Rosa

Al Giro d'Italia Almeida mostra i muscoli, Nibali sornione resiste. Oggi e domani tappe verità

Giro sbadiglio, prima di vedere Madonna di Campiglio, preludio della sfida totale e forse finale, sicuramente letale sullo Stelvio domani, con Campo Carlo Magno, Passo Castrin e l'arrivo ai Laghi di Cancano, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio. Prima però ci sarà l'antipasto di oggi, che potrebbe restare indigesto a molti, con Forcella Valbona, Monte Bondone, passo Durone prima dell'arrivo a Campiglio.

Giro sbadiglio, ieri, sulle strade di San Daniele del Friuli, dove i big si limitano ad una degustazione, prima di banchettare oggi, con ben altre pietanze. Uno scattino dimostrativo da parte della maglia rosa Almeida, che rosicchia con una progressione-volata nel finale un paio di secondi ai big: così, tanto per dire ci sono. Così tanto per ribadire al mondo intero che il bimbo portoghese non ha paura, anche se c'è chi pensa che questo gesto altro non sia che la rappresentazione più eloquente della sua debolezza. Vedremo.

Giro sbadiglio, con un lampo rosa che sa tanto di mortaretto, prima dei botti finali: quelli veri. Almeida lo fa per ribadire ai suoi rivali che non è lì per caso, ma forse per convincere sé stesso di star bene. «A volte la miglior difesa è l'attacco, l'ho fatto per me stesso», dirà sereno il bimbo in rosa.

È una tappa strana quella di San Daniele, che viene corsa in pratica alla morte da 28 corridori fuori classifica, che animano la fuga del mattino che arriva fino alla sera. In verità per primo ci arriva l'ennesimo corridore sloveno (ieri Primoz Roglic ha vinto anche la prima tappa della Vuelta, precedendo Carapaz e Dan Martin, decimo il nostro ragazzino Andrea Bagioli, Chris Froome ad oltre 11'): Jan Tratnik, che ha preceduto O'Connor e il nostro Enrico Battaglin.

Tappa che dice poco, ma tra le righe o meglio, in quella progressione finale, si può leggere qualcosa di interessante. Intanto una buona risposta da parte dell'australiano Jai Hindley, così come del britannico Tao Geoghegan Hart e del nostro Nibali, che sono i più reattivi al momento dello scatto del portoghese. Meno brillanti e più al gancio, Fuglsang, Kelderman, Pello Bilbao e Pozzovivo: tutti subiscono l'accelerazione. Parliamo di una rasoiata di 800 metri, niente, ma forse può dirci davvero che da oggi qualcosa si può ancora fare. Bisognerà avere chiaramente gambe forti e tanto cuore. Sarà una sfida estrema, al limite della sopportazione, dove più delle salite saranno decisive le discese. Da combattere il freddo e il gelo. Sarà un finale di discese ardite e di risalite. Sarà un Giro da brividi.

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