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Chivu avvisa Conte

I nerazzurri, a più 4 su Milan e Napoli, espugnano Parma con Dimarco (intervento Var) e Thuram. Ora la sfida con i partenopei

Chivu avvisa Conte
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L'Inter non poteva non vincere a Parma. E infatti vince. Troppo ghiotta l'occasione per mandare il Napoli a 4 punti prima dello scontro diretto, che così diventa ancora più caldo. Un dentro o fuori quasi disperato per Conte, anche se tutti ci diranno che non è vero. L'Inter vince e brilla meno che a Bergamo e contro il Bologna, ma qui è anche questione di avversari. Dicono blocco basso come dicono ripartenze, cioè catenaccio e contropiede, innominabili ma sempre attuali, cambia solo il lessico.

Per un tempo, il Parma è questa cosa qui. Evidentemente, pensano che un tecnico spagnolo di 30 anni (Cuesta) li faccia meglio di tanti colleghi più esperti (e italiani). Però, spagnolo non basta. Traversa di Bisseck da fuori area, scorpacciata di Lautaro, che ne sbaglia almeno un paio, poi Ondrejka (in ripartenza), che se la prende con il piede e non con lo stinco, cambia il film della serata (forse). Perché anche catenaccio e contropiede sono calcio, basta non vergognarsene. Invece il pertugio giusto è quello che poco prima dell'intervallo, Dimarco trova fra le gambe del portiere Corvi e il primo palo, errore grave: fuorigioco (guardalinee), invece no (Var da 3 minuti), regolare l'assist di Pio Esposito (sempre bravo, anche se sempre senza gol e su di un attaccante alla fine potrebbe pesare). E così che, dall'inizio del st, il Parma deve provare anche a giocare oltre la propria violata Maginot, se non proprio ad attaccare (Sommer rischia meno di zero), e lì l'Inter trova finalmente un po' di spazio e qualche breccia in più nel muro avversario. In una, Mkhitaryan libera Susic davanti alla porta spalancata: il tiro è fuori, l'errore clamoroso. In un'altra, Lautaro completa l'indigestione di gol mangiati, poi Bonny (annullato da Var) e infine Thuram per lo 0-2 definitivo. Solita Inter inclinata a sinistra, difatti a destra il mercato resta aperto. Sesta vittoria di fila in campionato, aspettando di vedere cosa fa il Milan.

Intanto, la forbice col Napoli, quel +4 in classifica che dopo 18 partite fa curriculum, non era stata così ampia nemmeno l'anno scorso. In più, e non è poco, Chivu concede un turno di riposo completo a Bastoni, risparmiando 70/80 minuti di partita a Barella, Zielinski e Thuram. Li avrà tutti più freschi proprio nel faccia a faccia di San Siro.

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