Ibra e Kjaer influenzati. Il Diavolo è malato mentre il Verona sta bene

Febbre anche per Krunic. E per Pioli solo un attaccante di riserva: il demotivato Paquetà

Ibra e Kjaer influenzati. Il Diavolo è malato mentre il Verona sta  bene

«Sono soddisfatto del mercato». Stefano Pioli è un aziendalista convinto e perciò in pubblico non ha fatto una piega rispetto ai colpi bassi del destino cinico e baro che l'ha messo nei guai proprio alcune ore dopo la chiusura del mercato. Già perché in vista della sfida odierna con il Verona - squadra in grande salute e che è reduce da una striscia strepitosa di risultati (cinque di fila, 29 punti collezionati in classifica e una sfida contro la Lazio da recuperare) - Pioli ha dovuto compilare a tarda sera l'elenco malinconico degli indisponibili aperto dallo squalificato Bennacer e chiuso dagli influenzati Kjaer, Ibrahimovic (frenato da un risentimento al polpaccio) e Krunic così da ritrovarsi senza un attaccante di ricambio in panchina e con il solo Paquetà, non proprio felice d'essere rimasto a Milanello, a disposizione. Fossero solo questi i tormenti del Milan sarebbe già un bel passo avanti. A questo elenco bisogna, infatti, aggiungere i tre diffidati della compagnia rossonera (Conti, Musacchio e Romagnoli) che possono rischiare un cartellino giallo e quindi saltare il derby in programma la prossima settimana. Sul più bello, riferimento al mese di gennaio pieno di buone notizie e di risultati incoraggianti griffati dalla presenza di Ibrahimovic, il Milan si è ritrovato all'alba di febbraio in piena emergenza. Secondo taluni analisti, sarebbe servito un attaccante di riserva, senza investire grandi somme, non una prima firma per intenderci. Per entrare nello specifico sarebbe bastato Matri che ha già indossato il rossonero in precedenza e a Sassuolo non ha trovato molto spazio, anche perché nella stessa primavera non c'è un attaccante dal futuro, come è successo per esempio all'Inter con Esposito la scorsa estate quando ha disputato tutte le amichevoli in attesa di Lukaku.

Boban ha puntato tutto sul mercato della prossima estate e ha lavorato per liberare armadietti e recuperare un tesoretto (ottenuto dal risparmio di molti stipendi) provvedendo contestualmente ad alcune mirate cessioni (hanno lasciato Milanello: Reina, Caldara, Rodriguez, Borini, Suso, Piatek). Secondo taluni calcoli il risparmio accumulato tra cartellini e stipendi dovrebbe aggirarsi intorno agli 80 milioni. Le scelte dell'area tecnica hanno reso felice l'azionista Elliott che in passato ha ottenuto un saldo negativo di 125 milioni riferito ai suoi due anni di conduzione del club mentre il fatturato è rimasto fermo e comunque lontano dalla graduatoria dei top 20 club europei così moltiplicando le insoddisfazioni per il lavoro di Ivan Gazidis che sulla materia avrebbe dovuto incidere in modo significativo. Con la rosa ridotta all'osso, Pioli sarà probabilmente costretto a rimettere in pista il 4-3-3.