È il momento di tornare al Mondiale. È il momento di oscurare finalmente le date del 13 novembre 2017 e del 24 marzo 2022, i precedenti in cui sfumò il pass iridato. È il momento di evitare la terza "Apocalisse" sportiva, quella che sarebbe la più drammatica per il calcio italiano, una volta leader e oggi inseguitore di altre discipline vincenti a livello internazionale.
Stasera, nell'angusto e mal ridotto stadio di Zenica (solo 8.800 spettatori, di cui circa 400 italiani, in tribuna il presidente Uefa Ceferin e Novak Djokovic) e con una temperatura quasi invernale, l'Italia del pallone si gioca la faccia. Va bene aver esultato dopo la vittoria con l'Irlanda del Nord e l'eliminazione del temuto Galles ("la polemica sui social? non è verità, la squadra sa che non c'è differenza tra Bosnia e Galles", così Gattuso), ma ora bisogna dimostrare sul campo - e non solo sulla carta - di essere più forti di Dzeko e compagni. Rino Gattuso può dare una svolta decisiva alla sua carriera, per tanti calciatori sarà l'ultima occasione di vestire l'azzurro nella manifestazione più importante. Di sicuro c'è un blocco forte che si stringerà attorno al ct che ha cementato il gruppo tra cene, incontri personali e telefonate. "Tutti abbiamo voglia di andare al Mondiale, c'è la tensione giusta, siamo carichi e dobbiamo pensare a noi - così capitan Donnarumma -. L'adrenalina è normale che ci sia, fa parte del gioco, siamo un gruppo giovane ma pronto per fare una grande partita. Sono orgoglioso del mio percorso in azzurro tra gioie e dolori, ma meritiamo di riportare l'Italia dove merita".
Viste anche le ultime prove di formazione a Coverciano, Gattuso sembra aver deciso di confermare l'undici titolare di Bergamo, con Kean e Retegui terminali offensivi. "Chi gioca a calcio vive per notti così, grande responsabilità ma non c'è cosa più bella - è il pensiero del ct -. Servirà una grandissima Italia, lo sappiamo tutti, incontreremo una squadra forte e di qualità. La storia della nostra Nazionale dice che con mentalità e voglia abbiamo raggiunto obiettivi insperati. Se non passeremo per me sarà una mazzata importante, ma la testa non ce la siamo ancora spaccata, non disperdiamo energie e mettiamole sul campo.
La squadra in sette mesi è migliorata sotto vari aspetti, soprattutto nella concretezza e nell'annusare il pericolo, abbiamo la possibilità di raggiungere l'obiettivo e io devo dare fiducia. Il campo di gioco non è buono? È un alibi da deboli, pensiamo solo agli avversari". Con milioni di tifosi che sperano sia finalmente la volta buona...