Jacobs, un oro storico. E l'Italia si ritrova sul tetto d'Europa

Uno sprinter azzurro non vinceva dal 1983. Record italiano e miglior crono mondiale 2021

Jacobs, un oro storico. E l'Italia si ritrova sul tetto d'Europa

La befana della Pomerania che ci aveva lasciato senza medaglie per tre giorni negli europei indoor si deve fermare davanti a casa Italia, ancora senza medaglie, per mettere l'oro al collo di Marcell Jacobs, il nostro poliziotto d'assalto che ha vinto il titolo dei suoi 60 metri rompendo un paio di specchi: con 647 si prende il primato italiano, realizza il miglior tempo mondiale del maledetto 2021, diventa campione ridandoci speranza in una giornata tormentata.

Suo il miele per l'acqua amara che ha dovuto bere Larissa Iapichino rimasta prigioniera su una pedana balorda del salto in lungo. Era giusto che provasse a cercare fra le grandi il suo nuovo mondo, diciamo che ha fatto quello che poteva rimediando bene in qualificazione, ma non trovando mai la musica nel suo cuore in una finale balorda dove l'ucraina Behk Romanchuk ha beffato all'ultimo salto la tedesca Mihambo, padre dello Zaire, campionessa del mondo che si è perduta senza mai trovare uno stacco giusto e darà la colpa al Covid che l'ha tenuta lontana dalla scuola di Carl Lewis a Houston.

Il quinto posto davanti a Laura Strati non la consolerà, ma era importante vedere come si sarebbe liberata da chi circonda sempre i nostri pochi campioni e poi li soffoca. A lei non succederà. Ha un allenatore come Cecconi che le farà ritrovare già domani il piacere di saltare e correre, pensando ai suoi studi prima delle Olimpiadi. Nessun problema, nessun dramma.

Per una del 2002 basta e avanza il record mondiale under 20. Siamo sicuri di questo e di certo sarà stata lei la prima a stringere la mano del Marcell nato nel 1994 ad El Paso, madre italiana, padre texano, eccellente lunghista bloccato dagli infortuni, velocista che ha saputo soffrire trovando con l'ex triplista Camossi, un leone da pedana, l'allenatore che sa essere amico severo, confessore per i momenti in cui gli uomini con i muscoli di seta hanno bisogno di sentirsi dire anche verità scomode. Ieri a Torun è partito bene e la sua progressione ha lasciato gli avversari ben lontani.

Felicità per tutti visto che l'oro nei 60 ci mancava dal 1983, con Tilli, felicità per chi era oppresso da un medagliere vuoto e per chi spera oggi di vedere ancora una bandiera italiana sulle spalle di un campione europeo. Ci aspettiamo un mezzogiorno di fuoco con Tamberi nell'alto, siamo sicuri che la nuova Alessia Trost non sarà soltanto comparsa nella finale dell'alto femminile, se poi Dal Molin e la Bogliolo sugli ostacoli dovessero trovare la corsia giusta allora potremmo anche andarcene sotto il monumento di Copernico spiegandogli che abbiamo gente nell'atletica italiana che sa girare intorno al sole e potrebbero farlo anche i quattrocentisti.

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