Joselu si prende la Spagna. L'importanza di avere un "9"

Non è male avere un centravanti dopo una vita passata a convincersi di poterne fare a meno

Joselu si prende la Spagna. L'importanza di avere un "9"

Non è male avere un centravanti dopo una vita passata a convincersi di poterne fare a meno. La Spagna dopo il biennio di Luis Enrique terminato con l'amarezza degli ottavi di finale persi contro il Marocco riscopre i suoi numeri 9, che col tecnico asturiano non erano contemplati. Il nuovo corso del ct De la Fuente, infatti, è cominciato con un sonoro 3-0 alla Norvegia (priva di Haaland) in cui due gol li ha segnati Joselu (nella foto): professione, centravanti. Il bomber dell'Espanyol è entrato nella ripresa al posto di Morata (anche lui un centravanti) ed è stato convocato assieme ad altri due attaccanti veri come Iago Aspas, titolare sabato sera, e Borja Iglesias. Tutti e tre a quota 12 reti nella Liga, migliori marcatori spagnoli del campionato. Dopo Lukaku nel Belgio, anche le Furie Rosse ritrovano così una punta.

Fine quindi dei giochini sul «falso nove» di Luis Enrique e dei tridenti leggerissimi con un blocco di mezzepunte a darsi il cambio al centro dell'attacco. Lo stesso Morata al Mondiale era quasi sempre partito dalla panchina e di centravanti veri a parte l'ex juventino non ne erano stati convocati, nello sconcerto generale. Adesso con De la Fuente è cambiata la musica, chi va in tribuna come «El Panda» Iglesias è perché ci sono altri due attaccanti veri davanti a lui. Probabile che al prossimo incontro tocchi comunque al "9" del Betis. Intanto la Spagna si gode Joselu, nato in Germania da una famiglia galiziana che si era trasferita a Stoccarda in cerca di lavoro. Fino a quattro anni (oggi ne compie 33, auguri) ha vissuto lì, prima di tornare a Silleda, vicino a Pontevedra. Entrato nel secondo tempo contro la Norvegia, ha segnato una doppietta al suo esordio con la nazionale, è un prodotto del vivaio del Real e in passato si è districato bene anche in Bundesliga, il suo "campionato di casa", con Eintracht e Hannover.

E dire che nelle ultime stagioni aveva segnato parecchio, 36 gol in 3 annate con l'Alaves nella Liga, ma non era mai stato convocato. Del resto quelli come lui, alti 1.90 e forti fisicamente, non li considerava nessuno.

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