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La Juve non vuole altri passi falsi per sfidare il Galatasaray da vera big

La ricetta: maggiore riposo e poi aprire il gas a tutta

La Juve non vuole altri passi falsi per sfidare il Galatasaray da vera big
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Sette partite in venticinque giorni: quattro di campionato, la prima oggi a Parma, una di Coppa Italia (contro l'Atalanta, a Bergamo, giovedì prossimo) e due di Champions in occasione dello spareggio contro il Galatasaray. La Juventus è chiamata al tour de force al pari dell'Inter, tra l'altro avversaria da affrontare al Meazza sabato 14: non sarà un incontro tra innamorati, ma tra squadre che lotteranno senza risparmiarsi all'interno di un periodo a dir poco intenso. Saranno insomma questi i giorni in cui la stagione prenderà una piega definitiva: uscirne bene equivarrebbe a lanciarsi verso la volata finale, mentre collezionare qualche passo falso di troppo rischierebbe di pregiudicare l'ultima parte della stagione. "Sarà un periodo da vivere tutto di un fiato e dovremo trovare le soluzioni giuste così ieri Spalletti -. La mia idea è aumentare anche i momenti di riposo per arrivare al top quando scenderemo in campo". Si comincia appunto stasera in un match certamente scorbutico, come lo sono stati recentemente quelli contro Lecce e Cagliari: aspettando che nelle ultime ore di mercato accada qualcosa ("io però faccio un altro mestiere, eventuali movimenti spettano alla società"), la Juve ripartirà in attacco ancora da David e naturalmente da Yildiz, ri-definito alieno ma chiamato anche a incidere sui calci da fermo "dal momento che ha un piede importante. Più in generale, dobbiamo migliorare su queste situazioni".

Oggi, la prima controprova al termine di una settimana strana, cominciata con il netto 3-0 al Napoli e proseguita con lo scialbo pareggino a Monaco: "Lì non abbiamo fatto benissimo e può capitare, però mi aspetto subito una reazione. Non dobbiamo restare nella zona di comfort, ma provare ad attaccare tutte le avversarie". Con il piglio della grande squadra e basta, la qual cosa verrà buona anche per sfidare il Galatasaray di Osimhen (i due hanno vinto insieme lo scudetto a Napoli) e Icardi: "In modo diverso hanno il numero 9 come gruppo sanguigno, le loro qualità sono indubbie: hai le soluzioni a portata di mano e devi decidere come fare a rientrare in casa, se citofonare o buttare giù la porta.

Osimhen la abbatte, quell'altro è stato uno dei forti finalizzatori che ho avuto la fortuna di allenare". Ci sarà tempo per pensarci e nel frattempo servirà aprire il gas a tutta: "Il calcio non mi stanca. Sono ossessionato del mio lavoro: mi stanco solo se la mia squadra si adagia e si appiattisce".

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