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Schwatzer, ancora doping

Il marciatore positivo all'Epo in Germania (aveva fatto il record italiano). "Sono innocente ma non ho più la forza di difendermi... Però voglio che verifichino il campione che conservo io..."

Schwatzer, ancora doping
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Dopo tanti punti di domanda, un punto esclamativo. Uno arriva dalla Germania: Schwazer ancora positivo all'Epo! L'altro ce lo mette lo stesso oro di Pechino 2008: "Ora basta, stavolta non mi difenderò più perché non ho più la forza di farlo!".

I laboratori raccontano di nuovi test, di nuovi valori sballati, l'altoatesino dell'ennesimo accanimento nei suoi confronti, di una nuova puntata di questo film dell'orrore dove è lui il perseguitato. "Venerdì mattina ho ricevuto una mail ha raccontato il marciatore alla luce di quella che sarebbe la terza positività della sua carriera e il conseguente ritorno all'attività dopo otto anni di squalifica -, una notifica che incredibilmente parla di positività all'eritropoietina per la gara che ho fatto in Germania ad aprile. Io sono innocente", spiega pacato accompagnato da Giulia Mancini, manager di Schwazer dal 2008.

Sotto la lente d'ingrandimento è finita la maratona dei campionati tedeschi del 26 aprile scorso, peraltro vinta dal fuoriclasse azzurro che ha fatto segnare il terzo tempo al mondo con tanto di record italiano (3h01'55, ndr): non è un pugile suonato, ma Alex getta la spugna: "Ormai ho 41 anni, una bellissima famiglia, la mia vita dice -. Non voglio rimettermi in una battaglia che mi può anche sfinire completamente al livello psicologico. Non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Chiederò le controanalisi, a patto che sia controllata anche una riserva di urina che Sandro Donati si è portato a casa. Altrimenti rinuncio, perché non ho nessuna fiducia nel sistema".

A tal proposito Giulia Mancini legge una nota di Sandro Donati, lo storico preparatore dell'asso altoatesino, non presente alla conferenza stampa, ma presente in Germania. "Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex scrive Donati -. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all'esame di questa urina".

Intanto l'antidoping tedesca ha reso noto di aver avviato un procedimento contro Schwazer per essere risultato positivo nei test di sangue e urine all'eritropoietina (Epo, ndr), la stessa sostanza a cui era risultato positivo ai Giochi di Londra 2012. Al momento Schwazer è stato sospeso e la documentazione è stata trasmessa dall'antidoping tedesca anche alla magistratura ordinaria dove, come in Italia, il doping è un reato penale.

"Avete sentito Alex, non vuole più difendersi perché non è più motivato a combattere ha spiegato l'avvocato Gerhard Brandstätter -. È un'atleta vecchio, ma un uomo giovane. Da avvocati, però, dobbiamo sottolineare cose importanti: Alex era stato avvisato da tutti, anche da noi. Che non ci fosse fiducia, lo dimostra il fatto che è stata chiesta a Francoforte una terza provetta di urina ed è stata richiesta una terza provetta per il sangue. Bisogna dar atto al professor Donati di essersi fatto consegnare una terza di urina. Siccome siamo sicuri che Alex è innocente e abbiamo già firmato l'istanza delle controanalisi delle provette A e B, a condizione che venga analizzata anche questa provetta che può dimostrare l'assoluta innocenza di Alex. Se vogliono la ricerca della verità, devono analizzare anche questa. Aspettiamo questa risposta".

Alex ascolta, con assoluta serenità: volto

contrito, parole ferme: "La terza provetta è conservata da Sandro - spiega -. Queste analisi le fanno solo i laboratori antidoping, per questo chiediamo che sia analizzata con le controanalisi". Lo ascolteranno? Punto di domanda.

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