È stata una questione di bronzi contesi tra Italia e Russia stavolta agli Europei di Parigi: prima le gioie azzurre, poi quelle russe. Una volta i punteggi del nuoto artistico erano bloccati: vinceva quasi sempre la Russia, scuola ispirata al Bolshoi. Ora il mondo si è evoluto e nel 2015 ha aperto agli uomini. Un’inclusione al contrario ancora da definire alle Olimpiadi. È il sogno di Filippo Pelati, che dopo l’argento nel Solo Tecnico inneggiando a Freddy Mercury, ora ha preso il brondo in coppia con Lucrea Ruggiero nel Duo libero. Il ferrarese ha solo 19 anni e anche lui come il pioniere Giorgio Minisini affronta ancora oggi i pregiudizi. Fu l’unico dubbio che venne a Filippo dieci anni fa, già appassionato di ciclismo, quando la segreteria della piscina gli propose: «Perché non provi il sincronizzato (non si chiamava ancora artistico, ndr)?». E Pelati provò, sino a diventare, dopo i due bronzi mondiali di Singapore 2025, il talismano di questa nuova nazionale guidata da Patrizia Giallombardo. A conferma che il cambio di regolamento nei punteggio ha aperto alle sorprese, stavolta hanno vinto gli inglesi Ranjuo Tomblin-Isabelle
Thorpe (258.2383) sugli spagnoli Dennis Gonzalez Boneu-Iris Tio Casas (257.9733) e gli azzurri (255.1641) mentre i volti dei russi Zakhar Trofimov-Alina Rumiantseva diventavano ancora più grigi per il 4° posto (238.0834).
La coppia azzurra era scesa in acqua per prima e non è stato certo un vantaggio. L’intenso tema del Tango argentino coreografato dalla russa-savonese Anastasia Ermakova è stato fortemente emotivo ed evocativo come in una milonga di Buenos Aires: l’interpretazione struggente di Fils e Lucry ha mirabilmente fuso l’energia maschile e la sensibilità femminile. In un gioco di tensione e armonia, è maturato così il bronzo con l’anima. Lucrezia, 26 anni romana, si è dovuta impegnare quasi di più a sincronizzarsi con i partner in questi anni di medaglie mondiali ed europee che a divorare libri per la laurea in giurisprudenza da 110 e lode. Assicuratasi della medaglia Lucry ha subito lasciato Fils e scappare da Enrica Piccoli, la veneta con la quale nella finale del Duo Libero ha eseguito un esercizio coreografato da Simona Ricotta che esplora il tema dell’ipnosi. Un viaggio tra coscienza e incanto.
Un duo che tra sogno e realtà conduce in un mondo interiore fatto di immagini, impulsi e trasformazioni profonde. Campionesse europee e argento mondiale nel 2025, le azzurre con 295.4962 punti hanno chiuso quarte. Le gemelle Alexandri greche (e già austriache) d’oro, sul podio esultavano con la Spagna d’argento e la Russia di bronzo, appunto. Filippo raccontava: «Siamo entrati in acqua leggeri per implementare l’impressione artistica, e dare il meglio di noi stessi. Siamo contenti. Il mio trucco? Per entrare nella parte, noi siamo attori». Lucry, almeno lei, ha preso la medaglia rispetto ad Enrica: «Non è stato facile resettare dopo un’ora a livello fisico ed emotivo, siamo contenti ma come ogni atleta vogliamo sempre di più». Le fatiche doppio fruttano un preziosissimo bronzo in questo sabato italiano nel villaggio acquatico francese.
