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Dalla scherma ai tuffi è un’Italia sempre d’oro

Dal dream team del fioretto donne al team event di tuffi con Pellacani, Santoro, di Maria e Pelligra nel primo giorno degli europei: battute Russia e Ucraina, sul podio si evitano. Pelati argento nell’artistico

I tuffi di Chiara sono di bronzo. Che bellezza le donne d'Italia

In mezzo a Russia e Ucraina che si evitano anche sul podio guardandosi in cagnesco, agli Europei di Parigi c’è un’Italia che dopo i successi ai mondiali di scherma si tuffa subito nell’oro. «Abbiamo aperto le danze» sintetizza Chiara Pellacani, che nel Centro acquatico di Parigi aveva versato lacrime di rabbia due anni fa alle Olimpiadi e ora sorride felice. Non è stato facile incassare due quarti posti due anni fa da questo trampolino. La finanziera romana di 23 anni, già d’oro nel 2018 (più precoce di Tania Cagnotto, per l’inevitabile accostamento ai Mondiali), trionfando dai 3 metri sincro insieme a Matteo Santoro. Ora è tornata d’oro agli Europei sempre con l’amico di sempre, dopo la laurea in psicologia a Miami. Metti questi due talenti iridati, aggiungi una piattaformista già d’oro agli Europei, Sarah Jodoin Di Maria (mamma canadese, papà calabrese) e allerta l’esordiente Raffaele Pelligra (sostituto dell’infortunato Giovannini): così il Team event riporta un oro che l’Italia vinse a Roma 2022, quando c’erano Pellacani e Di Maria ma non Santoro, troppo giovane 4 anni fa (ora ne ha 19) per esserci, e neanche Pelligra, nato a dicembre 2008. Il terzo romano del quartetto, all’esordio europeo dei grandi, s’è meritato dalla piattaforma persino un 8 («è stato super bravo» si complimenta la Pellacani). Era emozionatissimo, ansioso ma non meno di Santoro, del quale tutti pronosticano un futuro da grandissimo, che si è lanciato spaventato per il suo “rovesciato” dai 3 metri.

Per battere l’Italia da 410.60 punti, la Russia avrebbe dovuto fare 90 punti nell’ultimo tuffo: è finita con i russi senza bandiera a quasi 25 punti (385.80), gli ucraini di bronzo (368.20) e la Polonia (368.05) sotto il podio. Insomma, la nazionale di Oscar Bertone non poteva partire con una medaglia più significativa come quella di squadra. Un team rinnovato che punta a superare i 12 podi (4-3-5) del 2022 (5 ori). «Partire con il piede giusto è molto importante per una squadra giovane come la nostra» sottolinea il dt mentre osserva divertito la danza dei magnifici quattro che festeggiano mimando un rito. «Tutta colpa mia, ho influenzato tutti, a me piace giocare» fa Santoro, trasferitosi a Miami a settembre per allenarsi insieme alla Pellacani. «Siamo fieri e felici» dirà l’italo-canadese. Tuffi nella leggerezza che incantano l’Europa. Chiara punta a 5 podi per onorare il rango di miglior tuffatrice europea dello scorso anno. E uno.

Dal trionfo nei tuffi all’argento di Filippo Pelati, 19 anni, emiliano, nel Solo tecnico con 241.7008 dietro il britannico Tomblin (249.3965) e davanti al russo Trofimov (235. 7858). Si sblocca dunque anche il medagliere nell’artistico dopo il quinto posto nel Duo di Ruggiero-Piccoli.

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