Mille duecento quarantotto calciatori in rappresentanza di quarantotto nazioni. Ma duecento novantadue di loro sono nati in paesi diversi da quelli per i quali scendono in campo. Magistrale inchiesta del Times sul calcio migrante e i dati dimostrano che soltanto nove nazionali hanno schierato tutti e 26 i giocatori nati nel paese, Austria, Brasile, Colombia, Repubblica Ceca, Panama, Arabia saudita, Sud Africa, Svezia, Uzbekistan ma con la curiosità che in alcuni casi sono gli allenatori ad essere immigrati, Ancelotti, Cannavaro tra questi. La Francia guida la lista con 99 giocatori, 53 parigini e della periferia della capitale, presenti in questo mondiale seguita dall'Olanda con 65 atleti, la Germania offre 50 calciatori e l'Inghilterra 48, invece in testa alle nazionali che utilizzano calciatori nati all'estero c'è il Curaçao con 25 su 26 stranieri olandesi, La Repubblica democratica del Congo è a 20 su 26, il Marocco a 19 su 26, la Bosnia a 17 su 26, l'Algeria e Haiti a 16 su 26. Ci sono poi i casi di chi ha addirittura giocato per le rappresentative giovanili, Laporte per la Francia e Balogum per l'Inghilterra ma, chiusi nel ruolo da concorrenti più forti, hanno scelto il primo la Spagna e il secondo gli Usa. Anche l'Italia ha vinto tre dei quattro titoli mondiali presentando calciatori non patrioti, Luisito Monti, Mumo Orsi, Enrique Guaita, Mauro Camoranesi, tutti di origine argentina, oggi il fenomeno è vasto, le norme Fifa, rispetto al periodo d'oro, sono più rigide, non è possibile vestire maglie di nazionali diverse.
Rispetto al mondiale che abbiamo vinto nel 2006 la percentuale di migranti è passata dunque dal 9 al 23 per cento. Del resto il capo dei giochi, Infantino Gianni, risulta avere doppia cittadinanza, svizzera e italiana ma ha residenza a Doha e titolare di passaporto libanese. Mondiale.