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Orgoglio e scudetto

Il Milan per battere due volte nella stagione i cugini e illudersi di riaprire la corsa per il titolo, l'Inter per chiuderla domenica e iniziare la festa più lunga

Orgoglio e scudetto
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Il derby di domenica è principalmente questione di onore e di orgoglio, non solo di punti. Certo, se vincesse l'Inter la festa scudetto comincerebbe di fatto al fischio finale e forse non è casuale che i tifosi abbiano organizzato per il dopo partita un corteo che da Cordusio percorrerà tutto il centro città. Ufficialmente per celebrare il 118° anniversario della fondazione del club, che coincide con la mezzanotte fra domenica e lunedì, ma poiché non si ricordano simili iniziative nel passato, la sensazione è che si pensi di sfruttare l'occasione per dare il via alla festa scudetto più lunga di sempre. La scaramanzia evidentemente non abita in curva. Resta che a 10 giornate dalla fine, tante ne mancheranno dopo il derby, 10 punti di vantaggio sarebbero un'enormità, 13 diventerebbero una polizza per l'Inter, 7 varrebbero al Milan giusto qualche biglietto in più nella riffa del campionato.

L'Inter non vince il derby da 6 partite, dopo avere vinto le precedenti 6 ai tempi di Inzaghi contro Pioli. Tornare a vincerlo sarebbe onore e orgoglio, vuoi perché come nel 2024 si gioca in casa del Milan (successo che valse l'aritmetica seconda stella), vuoi perché c'è sempre nell'aria quella sensazione che negli scontri diretti, l'Inter sia un po' meno Inter che contro tutte le altre squadre e anche il derby d'Italia vinto l'8 marzo ha lasciato sì i 3 punti, ma anche il retrogusto amaro delle polemiche.

Il Milan ci deve provare, lo deve ai suoi tifosi e alla sua storia. Se vincesse, sarebbe l'unica squadra italiana ad avere battuto 2 volte l'Inter in stagione (come il Bodo Glimt). C'è riuscito all'andata, vuole riprovarci domenica. Per allontanarsi un altro po' dal quinto posto, ma anche per avvicinarsi un po' di più a chi comanda. Questione di onore, oltreché di orgoglio.

Chivu ha passato indenne l'ostacolo Como giocando la più anonima partita della stagione, più di quelle perse. Ha speculato e ha vinto, anche se il risultato del campo è stato un altro. Ha vinto perché ha risparmiato energie (e oggi riposo per tutti) e tenuto la possibilità di conquistare la finale più nel suo campo che in quello di Fabregas. Fra 50 giorni partirà favorito, magari già con lo scudetto virtualmente cucito sulla maglia.

Bocciata l'Inter a punta unica, nel derby si rivedrà il doppio attaccante, soprattutto se - come pare Bonny torna buono per la panchina. Un cambio per il finale di partita, come un cambio potrebbe essere Bartesaghi, se anche lui tornasse fra gli arruolabili.

Allegri ha i difensori contati (De Winter, Pavlovic e Tomori, stop: Odogu è come se non ci fosse) e abbondanza in attacco, ma il tridente con un vero centravanti non è un'opzione di partenza. Leao è la certezza (e non solo perché si parla di rinnovo fino al 2030), Pulisic o Nkunku gli faranno da spalla.

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