"Milan fuori dalla Champions? Non sarebbe un fallimento". La verità però è un'altra

"Per la nostra crescita sarebbe restare fuori dalla Champions sarebbe una delusione e non un fallimento". Il Milan rischia l'Europa che conta e Pioli ne sarebbe il primo responsabile

"Milan fuori dalla Champions? Non sarebbe un fallimento". La verità però è un'altra

Il Milan di Stefano Pioli ha fatto harakiri contro il Cagliari di Leonardo Semplici, già salvo prima di giocare per via del pareggio tra Benevento e Crotone. I sardi hanno festeggiato a lungo nell'hotel nel quale alloggiavano prima del match contro i rossoneri ma alla fine hanno giocato una partita più che seria rischiando anche di vincerla più del Diavolo che avrà da fare mea culpa se alla fine non andrà in Champions League.

Ora la classifica parla chiaro: Atalanta a quota 78 punti e già sicura di andare in Champions, Napoli e Milan 76 punti, Juventus 75.Nell'ultimo turno i bianconeri di Andrea Pirlo giocheranno in casa del Bologna di Sinisa Mihajlovic mentre il Napoli di Gennaro Gattuso giocherà in casa contro il Verona di Ivan Juric. Il Milan invece giocherà in trasferta al Gewiss Stadium contro l'Atalanta di Gasperini che vorrà chiudere al secondo posto in campionato e non "regalerà" niente ai rossoneri.

Il Milan dovrà fare una partita seria e dovrà per forza di cose vincere per non rischiare di restare fuori dalla Champions League sul rettilineo finale. La squadra di Pioli dovrà anche sperare che la Dea sprechi forze ed energie nella finale di Coppa Italia che si disputerà mercoledì 19 maggio, quattro giorni prima di quella che per i rossoneri sarà una vera e propria finale. Il Milan ha avuto il braccino contro il Cagliari e il primo a sembrare intimorito è sembrato proprio il timoniere Stefano Pioli che per questa ragione è l'uomo in meno di questa settimana.

Ultima spiaggia

Pioli al termine del match pareggiato contro il Cagliari in cui il migliore in campo per il Milan è stato Gigio Donnarumma, ha analizzato così la situazione in casa rossonera: "Dobbiamo già pensare alla sfida contro l'Atalanta, inutile pensare a quello che potevamo fare. Non siamo stati all'altezza delle ultime prestazioni e adesso avremo la partita della vita a Bergamo e ci proveremo".

L'Atalanta in queste ultime due stagioni ha umiliato il Milan, quella di domenica sarà la partita giusta per "vendicarsi" del 5-0 dell'anno scorso e del 3-0 della sfida d'andata: "L'Atalanta è un avversario molto forte, l'unico che non siamo riusciti a battere sotto la mia gestione tra le grandi del campionato. Dobbiamo prepararci per riuscirci".

La strana tesi di Pioli

Il Milan ha chiuso il girone d'andata al comando della classifica davanti all'Inter di Antonio Conte laureandosi campione d'inverno e ora a distanza di 19 partite non solo non ha vinto il titolo finito ai cugini nerazzurri ma rischia anche di restare fuori dalla Champions League. Questa eventualità sarebbe da considerarsi un fallimento ma non per Stefano Pioli: "Per la crescita che abbiamo avuto non arrivare nelle prime quattro sarebbe una grande delusione, personale e del club, ma non un fallimento. Abbiamo gettato le basi per un futuro vincente, ma i giudizi vanno rimandati alla fine"

In realtà se il Milan dovesse davvero restare fuori dalle prime quattro posizioni della classifica sarebbe un fallimento sportivo per diverse ragioni. 1) la squadra rossonera ha a lungo sognato di vincere il tricolore e fino alla 30esima giornata è stata in lotta per poterlo vincere, 2) a gennaio è stato fatto mercato, unico club a mettere mano al portafogli, per rinforzare la rosa con gli acquisti di Tomori, Meité e Mandzukic, 3) dopo le roboanti vittorie contro Juventus e Torino aver gettato alle ortiche la qualificazione in Champions per uno 0-0 contro il Cagliari già salvo non può non essere accettabile: per tutte queste ragioni il responsabile della situazione attuale è da considerarsi proprio il mister Stefano Pioli che è appunto l'uomo in meno di questa settimana.

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