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Milan, la nuova svolta portoghese che non conforta

Scelto il tecnico Amorim, ma i precedenti Fonseca e Conceiçao non furono brillanti

Milan, la nuova svolta portoghese che non conforta
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Domenica 12 luglio, tra meno di un mese, è fissato il giorno del raduno del Milan. Per questo motivo la settimana che va in onda da oggi risulta da ultima chiamata per restituire operatività piena al club nella figura dirigenziale più rappresentativa (l'ad in sostituzione di Giorgio Furlani) per poi scendere nella catena di comando fino al ds (sarà Krosche) e all'allenatore (Amorim il prescelto). Risulta per questo motivo alquanto bizzarro che le uniche indiscrezioni, fin qui ricevute, riguardino la figura del successore di Max Allegri e ci sia invece un silenzio assoluto sul profilo del capo azienda. Alla Juve, per fare un esempio recente, la proprietà Elkann tra ad e tecnico (Spalletti) ha espresso fiducia piena nel secondo e si è premurata di sostituire Comolli appena ha ricevuto da Giovanni Carnevali la disponibilità a rimpiazzarlo al volo (dopo che quest'ultimo ha chiuso in fretta la pratica del nuovo allenatore del Sassuolo con la firma di Aquilani e del suo staff). Se si comincia dal tetto, in controtendenza rispetto alla necessità e alla storia, bisogna che il materiale utilizzato sia almeno di qualità. E le voci sul portoghese Amorin sono diventate sempre più insistenti negli ultimi giorni.

A dire il vero il recente contributo della scuola portoghese, a Milanello, non ha fornito risultati eccitanti. Prima Fonseca e poi Sergio Conceiçao, due stagioni fa ormai, sono stati uno respinto dal gruppo storico (ricordate il cooling break dell'Olimpico con Leao e Theo?), l'altro espresso una guida nervosa a tal punto da litigare sotto gli occhi di San Siro con Calabria alla fine di una partita domestica senza contare le sconfitte in sequenza (play off Champions league col Feyenoord, con la Roma in Europa league e col Bologna in finale di coppa Italia).

Quello che conta davvero non è tanto la idea calcistica, per dirla alla Pesaola, del prossimo allenatore quanto invece l'allestimento del team e la gestione del prossimo calcio-mercato che si annuncia molto complicata per una serie di buoni motivi (il rientro di alcuni prestiti onerosi, la perdita secca della quota Champions). Fondamentale è, presentando la linea di comando, offrire una risposta concreta alla richiesta fondamentale. Che Milan sarà? A oggi nessuno è in grado di rispondere al quesito.

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