Palermo, Sassuolo e Torino: la paura di volare

Le tre sorprese falliscono la possibilità di restare a punteggio pieno. Borriello, primo gol dopo due anni

Lo cantano i Modà, gruppo rock che spopola da tempo tra i teenager, lo mettono in pratica Torino, Sassuolo e Palermo, tre che di certo non sono abituate a fare la voce grossa nel calcio italiano. Quando raggiungi la vetta, la «paura di volare» è l'unica che può fermare la corsa, quel fastidioso nonsoche che spezza le ali a chiunque. Un mistero, o forse semplicemente un segreto custodito gelosamente dalle grandi squadre, ma sta di fatto che la domenica pomeriggio, quella contraddistinta dal Festival del 2-2, ha visto i tre già citati club inciampare fragorosamente, nonostante avessero in calendario gare alla portata che avrebbero potuto sancire la rinascita del calcio provinciale in cima alla classifica di Serie A.

La mente che torna subito al Verona di Bagnoli, al Vicenza di Castagner e al Cagliari di Scopigno, ancora oggi esempi indiscussi della riscossa delle piazze definite provinciali contro le grandi del calcio. Ed invece ecco che il Torino impatta 2-2 a Verona contro la Hellas, che il Sassuolo si fa fermare in casa da una coriacea Atalanta e il Palermo, la più accreditata delle tre, che vede svanire i sogni di vivere una notte da capolista contro il piccolo Carpi del redivivo Borriello, uno che non segnava in serie A addirittura dal 31 ottobre 2013. Il segreto, a quanto pare, non è stato ancora svelato.

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