Il patto del Portello. Lady B e Galliani uniti nell'assalto alla Juve

Il club rossonero non indietreggia nella battaglia della riga. Su Milan channel il frame con Tevez in posizione sospetta

Il patto del Portello. Lady B e Galliani uniti nell'assalto alla Juve

L'hanno chiamato il "patto del Portello". E sono fermamente convinti che, a dispetto di quello politico passato sotto il nome di "patto del Nazareno", possa reggere all'usura del tempo e alla malinconia della stagione rossonera. È stato questo il prezioso risultato raggiunto dal secondo incontro operativo avvenuto tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi ieri mattina negli uffici di via Aldo Rossi, la nuova sede rossonera aperta nella zona del Portello identificata come area anche del futuro stadio. È già successo giovedì scorso, poche ore prima della presentazione dei 5 nuovi acquisti: in quella occasione i due ad, voluti da Silvio Berlusconi con plastica divisione delle aree di rispettiva competenza, parlarono quasi esclusivamente del progetto legato allo stadio nuovo. Sembrò l'inizio del secondo disgelo ma l'interpretazione non raccolse convinte conferme nell'ambiente. Ieri invece è successo qualcosa di molto diverso e di politicamente rilevante. Perché lady B e Adriano Galliani non hanno soltanto discusso di Milan, dei risultati che inchiodano il club a una classifica deprimente, di sponsor e di diritti tv, ma hanno anche affrontato temi di politica sportiva e si sono ritrovati sulla stessa lunghezza d'onda a proposito della recente guerra della riga con la Juventus ( botta-risposta non gradito dal n.1 Coni, Malagò: «Chi rappresenta le istituzioni mantenga sempre lo stile»).

L'incontro si è svolto «in un clima di grande unità d'intenti», la prima annotazione. «Clima che questa volta può durare a lungo», la seconda passata in diretta dallo staff di Barbara Berlusconi ai cronisti. Il concetto successivo poi è diventato decisivo: sul caso sollevato da Galliani in merito alla produzione delle immagini televisive allo Juventus stadium, la figlia del presidente Berlusconi ha fatto filtrare una posizione netta che non si può prestare a interpretazioni di parte. «Nel Milan non esistono due posizioni diverse», la garanzia che ha fatto giustizia del tentativo, prodotto dal comunicato di casa Agnelli e assecondato da qualche giornale, di accentuare il dissidio tra i due esponenti rossoneri. Ecco allora la risposta, pubblica e solenne, al velenoso sospetto che Barbara Berlusconi fosse addirittura in sintonia con il "miglior nemico" del Milan, la Juve insomma: non una semplice nota di solidarietà ma la nascita di un'autentica intesa. Che la società non avesse alcuna intenzione di indietreggiare di un solo centimetro dal fronte aperto sulla questione sollevata (3 società, Juve, Inter e Napoli, che si auto-producono le partite casalinghe) da Galliani con il primo comunicato («tutti i 10 registi delle 10 partite di serie A devono essere indipendenti»), l'ha dimostrato il canale tv rossonero. Per tutto il pomeriggio di ieri ha mandato in onda il primo fermo-immagine prodotto da Sky sabato sera, nell'immediatezza del gol di Tevez. Quel frame, sempre fonte Sky, ripreso da una camera diversa, segnalava la posizione sospetta di Tevez. Durante l'intervallo, a 35' di distanza dall'episodio, è arrivato il secondo, quello con la famosa riga, che ha spazzato via i dubbi. «Perché questo contributo non è più stato mostrato?», ha ripetutamente chiesto Mauro Suma, direttore della testata.

Commenti