Politano, il prestito da non restituire

Arrivato da comprimario, ha conquistato l'Inter. Pronto il riscatto

Politano, il prestito da non restituire

È arrivato a fari spenti, senza clamore. Con una punta di scetticismo, quello che viene riservato a chi si appresta a vestire la maglia di una big per la prima volta a 25 anni. Invece Matteo Politano si è preso la maglia dell'Inter e ha finito per non togliersela più. Nel senso letterale e numeri alla mano: è l'unico giocatore di movimento nerazzurro ad aver giocato tutte le partite, 25 presenze, eguagliato solo da Handanovic. Da una realtà che ti culla, come quella di Sassuolo, ai pienoni di San Siro passando per le notti di Champions. In A l'ex esterno d'attacco neroverde, in tutto il girone d'andata, ha iniziato da titolare l'80% delle volte (15 gare su 19) e in Champions è partito dalla panchina solo nella trasferta di Barcellona. Minutaggi alla mano è parte integrante della spina dorsale di questa squadra, completandola assieme a compagni che già da tempo sono una certezza come Skriniar, Icardi e Brozovic.

E pensare che sembrava un comprimario, un rincalzo che può tornarti utile nel corso di una stagione lunga e logorante. Dopo il mancato trasferimento al Napoli di un anno fa, Spalletti lo ha voluto fortemente per trovare un'alternativa a Candreva, finito ai margini proprio per il rendimento costante e profittevole del nuovo arrivato. Politano è stato preso in prestito per 4,6 milioni, ma sul diritto di riscatto da esercitare in cambio di altri 20 milioni non ci sono più dubbi. Il diretto interessato li ha spazzati via subito, ha confermato la predilezione di mancino che parte da destra sia per dare profondità in fascia sia per accentrarsi e offrire imprevedibilità. Il suo apporto al gioco nerazzurro è racchiuso in queste mosse, ha la percentuale più alta di dribbling riusciti tra i titolari ed è il giocatore con più assist in stagione (4) proprio grazie alle sue variazioni sul tema, con cui impartisce il necessario cambio di marcia palla al piede. Un cross vincente da destra nell'infausta notte con il Psv o l'accentramento in velocità per creare scompiglio, come accaduto a Bologna (gol di Nainggolan) o contro il Frosinone (a segno Keita). Una faccia della stessa medaglia è anche l'utilizzo di entrambi i piedi quando c'è da far gol, come dimostra la botta di sinistro contro il Cagliari o la stoccata di destro che ha permesso all'Italia di battere gli Stati Uniti in amichevole. Con gli azzurri entrò all'86' e decise il match in pieno recupero, ricordando a Mancini come non lo abbia ancora schierato in una partita ufficiale.

Politano è questo, una miccia sempre accesa, ora divenuto inamovibile in una grande del calcio italiano. Non a caso l'Uefa lo ha incluso tra i quattro affari più riusciti dell'ultimo mercato estivo per il rapporto prezzo-rendimento: l'interista è affiancato da Shaqiri a Liverpool, Tadic all'Ajax e Rodri all'Atletico Madrid. Il bello è che nessuno lo avrebbe mai detto.

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