La profezia di Nicola Berti per il derby: "Non ci sarà storia, vincerà l'Inter"

L'ex centrocampista dell'Inter in esclusiva per ilgiornale.it si è sbilanciato sull'andamento del derby e non solo: "Vinciamo 3-0 o 3-1. Lo scudetto? Dobbiamo crederci"

Mancano 4 giorni all'atteso derby tra l'Inter di Antonio Conte il Milan di Stefano Pioli, divisi da 19 punti in classifica in favore dei nerazzurri. La stracittadina, però, è una partita a parte dove i favori del pronostico valgono fino ad un certo punto. Chi di derby se ne intende è Nicola Berti, uno dei centrocampisti italiani più forti degli anni ottanta e novanta che per nove anni e mezzo, dal giugno del 1988 al gennaio 1998, ha vestito la maglia dell'Inter con ottimi risultati. 312 presenze complessive tra campionato, Coppa Italia, Coppa Uefa e Coppa dei Campioni, 41 reti al suo attivo e quattro titoli messi in bacheca: uno scudetto, due Coppe Uefa e una Supercoppa Italiana.

Berti, in esclusiva per ilgiornale.it ha voluto dare la sua impressione sul derby che si disputerà domenica sera alle ore 20:45 allo stadio Meazza e non si è mostrato troppo preoccupato del Milan dell'ex Stefano Pioli: "Come finirà il derby? Siamo nettamente i favoriti, non ci sarà storia. Non abbiamo paura di questo Milan anche perché non ha un giocatore che ci possa impensierire, nemmeno Ibrahimovic".

Si può sbilanciare dando un suo pronostico su come finirà il derby di domenica sera? "Credo che finirà con un risultato netto in nostro favore, dico 3-0 o 3-1".

Quali differenze nota tra l'Inter di Luciano Spalletti e quella attuale di Conte: "Antonio ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile rispetto al passato. L'Inter di Spalletti forse vero aveva meno qualità ma tra le due squadre non c'è paragone. Conte ha dato un assetto vincente, ora siamo squadra vera, unita e possiamo solo migliorare".

C'è qualche giocatore che l'ha stupita più degli altri in questa prima parte di stagione? "La cosa che mi ha sorpreso di più è l’intesa tra Lautaro Martinez e Romelu Lukaku e poi il Sensi di inizio stagione che mi auguro torni ai suoi livelli dopo gli infortuni. I due attaccanti però mi hanno davvero impressionato in positivo. Se avessero venduto Lautaro quest'estate nessuno avrebbe detto niente e invece si è dimostrato un grande giocatoe tra l'altro mai stato considerato dal signor Spalletti".

Lukaku ha già segnato 20 gol in stagione, eppure c'è chi rimpiange Mauro Icardi. Lei cosa ne pensa? "Quella è stata una scelta vincente da parte della società e di Cont. Alla fine sono stati mandati via i tre giocatori più forti della rosa dell'anno scorso: Perisic, Nainggolan e Icardi e questa si è rivelata una mossa azzeccata perché oggi siamo una squadra che non dipende solo dalle individualità".

Lei ha giocato tanti derby contro il Milan nella sua lunga carriera. Ce n'è uno che le è rimasto impresso nella mente? "Non ce n'è uno in particolare. Per me sono stati tutti giocati alla grande, li vivevo come battaglie, guerre, ora invece tutti chiacchierano, ridono e scherzano prima della partita e anche alla fine. Io già durante il riscaldamento facevo finta di sbagliare e tiravo qualche pallonata agli avversari. Rispetto al passato lo spirito del derby è meno sentito dai giocatori".

Ci dà un giudizio sulla proprietà cinese? "La famiglia Zhang sta facendo qualcosa di eccezionalte. Possiamo solo crescere perché oltre che ad essere una potenza economica hanno idee chiare e ben definite. Hanno dato un'identità in società con gli ingressi di Marotta e Conte e con il ritorno di Lele Oriali. Abbiamo migliorato dove prima eravamo deficitari".

Questa Inter può vincere lo scudetto? "Per lo scudetto la favorita resta la Juventus perché ha due squadre: tolgono Dybala e mettono Higuain. Penso però che possiamo dire la nostra fino alla fine dato che sono arrivati anche dei nuovi giocatori che possono farci fare il salto di qualtià come Eriksen. Io credo che non sarà facile ma non è nemmeno impossibile, ci credo!".

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