C on tutta la simpatia e l'ammirazione possibile per il diciottenne Verstappen, il trionfo maggiore, in termini tecnici, è quello dell'«uomo-radar» della Fia-Fom, il quale ha in mano il rubinetto della potenza e lo apre o lo tiene chiuso a piacimento, secondo i precisi ordini del grande Argentier, per la vivacità dello spettacolo. Infatti, non è credibile che, su una pista rapida come quella di Barcellona, pur con tutti i suoi problemi di gommatura e con le sue risorse di motricità in curve difficili, un motore come quello della Renault-TH, fino a ieri staccato di una quarantina di cavalli dal V6 della Ferrari (qualche linea in più per il propulsore della British Mercedes), improvvisamente riesca a star davanti. Non solo in gara, per la subitanea eliminazione dei big, ma già in qualifica: 0,82% dalla pole, dopo aver dato scacco alla Rossa di Maranello, relegata a un distacco dell'1,34%. Il piccolo stratagemma tecnico della Rbr è stato quello di alleggerire aerodinamicamente la macchina di Verstappen: 335,4 km/h di punta contro i 328,5 di quella di Ricciardo. Abbastanza per resistere d'un soffio ai 333,9 di Raikkonen. E non si dimentichi che la Rbr, accusata fin dalla vigilia di aver ridotto di 2 p.s.i. il limite minimo della pressione prescritta, ha subito un cedimento a due giri dalla fine.
La morale è che non sappiamo a quanti kg/h l'«uomo-radar» lasci volare Mercedes e Ferrari, quando un kg/h sopra il tetto regolamentare di 100 kg/h vale 10 cavalli, ma sappiamo con precisione (telemetria) che una vettura media viaggia adesso a 105-108 kg/h (più 50-80 CV) e gradiremmo conoscere con quanti kg/h l'«uomo-radar» abbia lasciato che la Rbr disputasse questo strano Gp di Spagna.Il Punto
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