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Ribaltone Milan, il "mandante" Ibra rischia di stare fuori dai giochi

Per la panchina Cardinale vuole Glasner, lo svedese punta su Pochettino. E se arrivasse Rangnick...

Ribaltone Milan, il "mandante" Ibra rischia di stare fuori dai giochi
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Potremmo chiamarla la rivoluzione di Pirro. A quindici giorni di distanza dal ribaltone in casa Milan il mandante rischia di essere già tagliato fuori dai giochi. Ogni riferimento non puramente casuale va a Zlatan Ibrahimovic (foto a sinistra), che nelle scorse settimane aveva orchestrato la cacciata di Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada per prendersi la scena e i relativi poteri decisionali nell'area tecnica. Idem per quanto riguarda Max Allegri, il cui esonero porta soprattutto la firma di King Zlatan.

Un re che però rischia di restare a breve nudo e soprattutto senza corona. Gerry Cardinale e il Ceo pro tempore Massimo Calvelli si stanno, infatti, orientando con decisione su Oliver Glasner (foto a destra) per la panchina. Una mossa che non prevede la paternità di Ibra. Non è un mistero, infatti, che lo svedese sia maggiormente propenso a puntare su Mauricio Pochettino per la panchina del Diavolo. Al momento però le quotazioni dell'attuale ct degli Stati Uniti sono in ribasso rispetto a quelle del tecnico austriaco, capace di vincere negli ultimi anni l'Europa League con l'Eintracht Francoforte e la Conference col Crystal Palace. Et voilà: Zlatan è già all'angolo e potrebbe finire ulteriormente ai margini, qualora il Milan dovesse prendere Ralf Rangnick come direttore tecnico. Quest'ultimo, infatti, ha chiesto pieni poteri.

Se così fosse, Ibra a neanche due settimane dall'azzeramento della dirigenza milanista si ritroverebbe di fatto fuori dai giochi che contano in casa rossonera. A dir poco una beffa per l'ex attaccante. Incredibile ma vero. Ecco perché - pur essendo Glasner sempre più lanciato nella corsa alla panchina del Milan - non vanno esclusi clamorosi colpi di coda (Pochettino e Arbeloa restano sullo sfondo speranzosi).

A proposito di grandi cambiamenti: niente accordo sulla risoluzione per Palladino con l'Atalanta, che ha deciso di esonerarlo. Al suo posto arriverà Sarri, mentre il ds D'Amico dal primo luglio sarà operativo per la Roma.

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