Calcio

È una Roma passione, cuore e dolore

Dalla scelta di De Rossi al gol struggente dedicato da Mancini all'amico calciatore morto

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Roma - Dallo Special One al Normal One. Sono bastati tre mesi di lavoro a Daniele De Rossi per normalizzare l'ambiente Roma, passando da strepiti, proteste e nemici da trovare alla voglia e all'attitudine di giocare semplicemente a calcio. Il Milan aveva segnato la fine dell'era Mourinho, il Milan ha di fatto aperto quella di DDR, forte della stretta di mano - che tra gentiluomini vale come un accordo - resa pubblica dai Friedkin a poche ore dalla sfida che è valsa la qualificazione alle semifinale europea.

In molti avevano ritenuto un po' incosciente la scelta dell'ex Capitan Futuro di tuffarsi senza esitazioni in un'avventura nella quale ereditava l'«arroventato» testimone lasciato dal portoghese. Invece la società è stata brava a pescare nel «patrimonio genetico» della Roma l'uomo della provvidenza. Azzeccando anche i tempi del cambio (prima di un ciclo non proprio terribile di partite) e dell'annuncio di un rapporto da proseguire oltre giugno (nell'immediata vigilia della nuova impresa compiuta da DDR). Manca la firma, che arriverà al termine di una negoziazione al via il prima possibile, magari dopo un obiettivo raggiunto (leggi qualificazione Champions e quindi almeno quinto posto in campionato). Si parla di un biennale che suggelli un rapporto iniziato di rincorsa e con una piazza ancora «orfana» di Mou.

E il processo di normalizzazione di De Rossi, transitato anche dal rimprovero stizzito a chi ha riportato la frase «ultima spiaggia per Pioli» mai pronunciata alla vigilia dal tecnico della Roma, passa anche da altre vicende emotive extracampo. Come quella di Gianluca Mancini, uno dei pilastri di Mourinho rimasto leader anche con la nuova gestione tecnica, tre gol segnati in dodici giorni, L'ultimo dei quali giovedì sera con tanto di dedica a Mattia Giani. Un ragazzo con cui aveva diviso pomeriggi in spiaggia e tante serate e soprattutto fratello di Elia, il fidanzato di sua sorella Arianna. E per lui aveva la maglia «Mattia sempre con noi» sventolata dopo l'abbraccio che gli hanno dedicato i compagni. Il difensore giallorosso l'aveva preparata perché si sentiva che avrebbe segnato per dedicargli il gol.

La conferma di De Rossi apre la possibile rivoluzione delle panchine, di

cui almeno la metà delle squadre nella zona nobile della classifica potrebbero cambiare in estate. E la sfida con Thiago Motta di lunedì all'Olimpico sarà il palcoscenico del «nuovo che avanza» alla guida tecnica delle big.

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