"In Russia per dimenticare tutto"

Milenkovic: "Grande stagione per me, ma che dolore per Astori"

Firenze - Un gigante con la faccia da liceale. Nikola Milenkovic ha poco più di 20 anni, ma si è già imposto in Italia. Centrale viola che Pioli ha adattato anche come terzino destro. Domani sfida il Milan con un orecchio al cellulare, aspetta una chiamata: «Il sogno è la convocazione in nazionale per andare al Mondiale. Ma sarà comunque una competizione strana senza l'Italia». Corvino lo ha prelevato a 5 milioni dal Partizan, la via dell'oro per la Fiorentina: da lì in passato sono partiti verso l'Arno Jovetic, Ljajic, Nastasic e Savic, anche se quest'ultimo era passato prima dal City. Pagati il giusto, rivenduti dalla Fiorentina a peso d'oro. Milenkovic è già in quel solco: Corvino lo ha preso a 5 milioni, oggi ne vale minimo 30. Infatti dalla Spagna arrivano le prime offerte.

Distratto?

«Assolutamente no. A Firenze sto benone. Penso solo al campo e a lavorare, solo faticando potrò crescere e migliorare molto».

Si aspettava di trasformarsi così velocemente da giovane sconosciuto a rivelazione?

«Quando l'estate scorsa sono arrivato a Firenze sapevo soltanto di dover lavorare a fondo. Sono cresciuto fisicamente, tatticamente e anche in qualità in un campionato molto difficile».

Cosa non ha funzionato invece nella Fiorentina?

«Abbiamo giocato bene molte gare, ma abbiamo perso anche troppi punti. La Fiorentina deve essere ogni anno in Europa. Ora vogliamo chiudere bene a San Siro».

Una stagione maledetta.

«La morte di Astori è stata una tragedia immensa. Il capitano è nel nostro cuore. Noi abbiamo giocato ogni gara per lui e penso che Davide dal cielo sia orgoglioso per come ci siamo comportati.

Il suo sogno di uomo e calciatore?

«Desidero lasciare una bella traccia a Firenze restandoci un po' di anni. Un giorno vorrei giocare in una squadra tra le più forti al mondo. Ora spero di andare in Russia».

La Serbia al Mondiale che squadra sarà?

«Ci sono ottime individualità come Matic, Mitrovic e Tadic: calciatori che militano nei principali campionati europei. Siamo forti, possiamo fare una grande figura».

Non ci sarà l'Italia

«Da piccolo guardavo sempre gli azzurri e sinceramente sono dispiaciuto che non ce l'abbiano fatta. Senza l'Italia è un Mondiale strano Ho seguito la sfida decisiva con la Svezia: non credevo ai miei occhi con tutte quelle occasioni da gol sprecate».

Il suo idolo di sempre?

«Il serbo Vidic. Da lui posso imparare tanto, guardo i suoi video».

Il difensore italiano invece che ha ammirato di più?

«Non ho dubbi, Paolo Maldini. Ho studiato anche lui, un riferimento assoluto».

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