Ha sbagliato Mbappé. Ha sbagliato Messi. Prima dei due fenomeni altri avevano fallito il tiro dagli undici metri. Ventuno errori su sessanta rigori. Nel torneo in Qatar numero uguale di errori ma su 64 penalty, nel 2018 in Russia 20 su 68, mentre in Sudafrica, nel 2010 soltanto 11 errori su 49 tiri. In passato, la lista dei vip segnala Platini e Zico, Maradona e Socrates, Roberto Baggio e Franco Baresi, Stielike e Stojkovic, Cabrini e Bossis. Calcio di rigore, il momento esclusivo, unico di una partita di calcio ma in questo mondiale la percentuale di errori si è alzata in modo sensibile. Comprendendo quelli calciati durante i tempi regolamentari e nelle soluzioni finali, dopo i 120', la percentuale di errori è al 65% la più bassa dal mondiale inglese del 1966. Va però ricordato che nel mondiale del 2006 vinto dall'Italia, il dato percentuale fu simile, con il 68% ma c'è una differenza fondamentale. Le nuove regole impongono ai portieri di non muoversi in avanti dalla linea bianca di porta, l'arbitro e il Var bloccano qualunque violazione e fanno ripetere l'esecuzione, dunque il compito del rigorista dovrebbe essere agevolato rispetto al passato quando il portiere poteva lasciare la propria porta tuffandosi in avanti e a destra o a sinistra, senza alcun intervento punitivo dell'arbitro.
Il tasso di errore si è abbassato dopo il 2014 in poi, nel torneo in Brasile la percentuale di errore fu del 77,6, motivi tecnici e psicologici possono spiegare l'inversione di tendenza, lo studio quasi scientifico dei portieri sulle qualità dei rigoristi, la stessa tensione che accompagna l'esecuzione, il calcio di rigore è diventato una variabile che ha perso, comunque, la certezza d'origine, la sua storia incominciò il 14 settembre del 1891, l'arbitro J.McIntyre di Manchester, fischiò la punizione, Joseph Billy Heath realizzò il rigore, nella partita tra Wolverhampton Wanderers e Accrington FC, l'incontro terminò 5 a 0.