Signora, come ti distraggono le coppe...

Senza non la ferma nessuno: 15 punti persi prima di Champions e C.

La Juve va. Come prima del covid, più di prima del covid. Anche se ha perso ai rigori la finale di Coppa Italia contro il Napoli. E pur se non sempre ha brillato sul piano del gioco. Però i risultati sono lì che parlano: zero gol subiti in quattro partite, due delle quali in Coppa, testa del campionato confermata, Higuain recuperato e senza muso lungo, Dybala che segna soltanto mettendo la palla all'incrocio dei pali, Ronaldo che almeno a livello statistico ha ripreso a buttare la palla dentro e via di questo passo.

Se c'è una favorita nella corsa al tricolore, questa non può essere altro che la Juventus: punto e fine della trasmissione. Per di più, quando può concentrarsi solo sul campionato, la Signora non sbaglia un colpo: i 15 punti lasciati per strada finora, sugli 84 disponibili, sono tutti arrivati in occasione di partite giocate in prossimità di impegni di Champions o Coppa Italia. Come dire che i ragazzi di Sarri, quando possono concentrarsi su un solo obiettivo, non sbagliano mai. Così, per esempio, il pareggio sul campo del Lecce nel girone di andata era arrivato dopo la partita contro il Lokomotiv Mosca, idem il 2-2 casalingo contro il Sassuolo giunto pochi giorni dopo la vittoria contro l'Atletico Madrid. E il ko di Roma contro la Lazio del 7 dicembre aveva preceduto di pochi giorni la trasferta sul campo del Bayer Leverkusen. Anche la sconfitta al San Paolo col Napoli (26 gennaio) era stata introdotta da un match infrasettimanale, ovvero dal successo contro la Roma in Coppa Italia: coincidenze o meno, ora che tutte le squadre hanno lo stesso numero di impegni, Ronaldo e compagni paiono non avere più intenzione di regalare alcunché.

Le prospettive sono insomma decisamente buone almeno in Italia, pur se qualche incognita non manca: il rendimento di Pjanic continua per esempio a essere al di sotto delle attese e bisognerà verificarne l'atteggiamento dopo le visite mediche odierne che ne sanciranno la cessione al Barcellona, contestualmente al prossimo arrivo a Torino del brasiliano Arthur. In più, continua l'emergenza sulla sinistra visti gli infortuni di Alex Sandro e De Sciglio, cui si somma l'inaffidabilità di Danilo. Infine, l'oggetto misterioso Rabiot: sempre difeso da Sarri e Paratici, il francese continua a giocare con sufficienza e a dimostrare di non valere tutto il bene sempre detto di lui.

Dettagli, forse. Anche perché nel frattempo è tornato Higuain, ovvero il centravanti che Sarri non aveva e che alla squadra serviva come il pane. «Dopo un brutto periodo, ho cambiato qualcosa nella mia mente e capito che la squadra aveva bisogno di me - ha spiegato il Pipita -. Voglio finire la stagione come si deve: era giusto mettersi in moto per una squadra e una tifoseria che mi hanno dato tanto». Dimenticati il lockdown e la fuga in Argentina per andare a trovare la mamma malata (nel frattempo migliorata), il numero 21 ha ritrovato voglia e passione: «Adesso si è riconciliato con il calcio - così Sarri -. Da qui alla fine, potrà essere determinante».

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