Certe cose fanno il giro e prima o poi tornano. Era giugno, venerdì 23 del 94, mondiale Usa, New York, Giants Stadium, Italia-Norvegia, minuto 68 palla sul piede di Beppe Signori che salta in aria per un'entrata precisa del difensore norvegese, al secolo Alf-Inge Rasdal Haaland. L'arbitro, il tedesco Helmut Krug, fischia la punizione, ammonisce il difensore, Signori calcia un diagonale velenoso, Dino Baggio stacca da terra, come un colpo di frusta devia di testa, gol 1 a 0 per gli azzurri. A bordo campo, a fianco di Arrigo Sacchi, c'è il suo vice, con la testa coperta da un cappellino, ha trentacinque anni, è Carlo Ancelotti da Reggiolo.
Oggi, trentadue anni dopo, lo stadio ha il nome di MetLife, è il Giants stadium rivisto, demolito e ricostruito nello stesso sito, area parcheggio ampliata. Carlo Ancelotti, con il suo Brasile, la Norvegia, in campo si presenta Erling Haaland è il figlio di Alf-Inge che segue tutte le partite del campione. La storia si ricuce, non c'è l'Italia, umiliata in qualificazione proprio dai norvegesi, ma c'è un italiano e c'è anche Haaland, numero 9, il 21 di suo padre è passato sulla maglietta di Schjelderup, il football scrive strani copioni, corre veloce ma vive di nostalgie, il vintage sta nell'anagrafe dei suoi fuoriclasse, Ronaldo e Messi ma il presente e il futuro riguarda i fenomeni più giovani. Haaland-Vinicius è di nuovo Manchester City-Real Madrid, film già visto, al tempo Carlo Ancelotti, dopo un primo tempo da sonno profondo, spiegò che la tecnica dell'uomo morto era la migliore per ingannare l'avversario e poi castigarlo imprevedibilmente. Il Brasile non avrà Paquetà, nemmeno Raphina, forse pronto per eventuale quarto di finale ma c'è Neymar a disposizione per i 90 minuti. Incertezza sulla stato di salute di Haaland che dovrebbe comunque recuperare.
Previsioni meteo preoccupanti: temperatura attorno ai 39 gradi, probabili precipitazioni temporalesche. Si gioca pensando a chi affrontare nel turno successivo, Messico o Inghilterra. Arbitra Ismail Elfath, partito da Casablanca, oggi cittadino di Austin, in Texas. Occhio, è uno dal rosso facile.