Vincenzo, campione con la C maiuscola davanti ai guai

Vincenzo, campione con la C maiuscola davanti ai guai

Sarà che ho il cuore tenero, sarà che non riesco a rimanere indifferente davanti a chi lotta contro le avversità, sarà per mille e più ragioni che mi fanno amare questo sport autentico e completo, che ti fa apprezzare il gesto di chi vince, ma anche di chi perde, di chi arriva primo o ultimo, di chi vola in salita e di chi cade rovinosamente in discesa. Il ciclismo è uno sport di verità, che mette a nudo noi stessi. Ci mostra al mondo per quello che siamo, nella bella e nella cattiva sorte.

Vuoi sapere come reagirà Vincenzo Nibali dopo una vittoria? L'abbiamo visto, tante volte grazie a Dio, e l'ha fatto sempre con grande classe, con assoluto rispetto degli avversari: per questo è rispettato, benvoluto. Vuoi vedere come un campione con la C maiuscola reagisce anche nelle avversità? L'abbiamo nuovamente visto ieri, quando per la terza volta in questo Giro è stato disarcionato in malo modo dal suo cavallo d'acciaio. Mi ha commosso Vincenzo Nibali. Lo ammirai enormemente dopo la caduta ai Giochi di Rio, quando era lanciato verso la medaglia d'oro. L'ho apprezzato sull'Alpe d'Huez al Tour 2018. Ieri ancora. Picchia il polso rotto a metà aprile. Picchia il polso operato. Potrebbe dire: ragazzi, basta così, ho già dato. Lui no, va avanti, imperterrito e taglia il traguardo con il braccio dolorante ad oltre venti minuti dal primo. Ci sono tanti modi di onorare il Giro: uno è questo.

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