Uno stadio all’inglese con 55mila posti e il museo giallorosso

Uno stadio all’inglese con 55mila posti e il museo giallorosso

(...) della quale è stata però scoperta una necropoli con annessa villa patrizia, che potrebbe complicare le cose. Lo stadio, il primo ecosostenibile, permetterà di riqualificare una zona agricola di poco pregio: qui sorgeranno anche impianti sportivi, un centro commerciale e una zona residenziale e troverà posto anche il museo della Roma.
Resta da capire quanto costerà (i ben informati parlano di 300 milioni di euro anche se non si capisce come vengono calcolati), chi lo finanzierà («sono al vaglio diverse ipotesi», ha detto il responsabile finanziario della Roma Cristina Mazzoleni) e soprattutto chi lo costruirà. Difficile anche capire i tempi di realizzazione: Zavanella parla di 24-26 mesi per realizzarlo, ma una volta terminato il lungo iter burocratico di permessi, valutazioni e pareri di vario tipo.
Intanto il primo passo è stato fatto: presentazione in pompa magna a Trigoria (ma solo filmati) con la Sensi anche il sindaco Alemanno e il presidente della Regione Marrazzo. Il progetto del «Franco Sensi» prevede uno stadio da vivere sette giorni su sette, necessario a patrimonializzare al meglio le risorse e per ridurre il gap dai club inglesi, spagnoli e tedeschi. È il traguardo che l’attuale proprietà vuole tagliare ad ogni costo. Lo stadio di proprietà della Roma (e non di altri soggetti, precisa la Sensi) sarà un impianto all’inglese da 55mila posti - estendibili a 60mila - con gli spettatori della tribuna a soli 9 metri dal campo e megamonitor alti 35 metri all’esterno che cambieranno colore a seconda della luce che vi si riflette. Linee geometriche molto essenziali, con i pannelli esterni in zincotitanio che ricordano la Bayer Arena di Monaco di Baviera. Dagli studi fatti, il nuovo stadio produrrà ricavi tre o quattro volte superiori rispetto all’impianto che sostituirà.
«La necessità di realizzare lo stadio di Roma e Lazio era presente nel mio programma elettorale, ringrazio la Sensi per aver rotto il ghiaccio - ha sottolineato Alemanno -. Il giudizio iniziale sul progetto è positivo, ora servirà una valutazione con la Sovrintendenza e la Regione, perché sia in relazione al territorio, con le infrastrutture e si rispettino i vincoli. E una volta depositato il progetto, verrà fatta una valutazione economica integrata, perchè non costi nulla alla collettività. Tutto sarà fatto in trasparenza e gli unici interlocutori saranno il presidente e il consiglio d’amministrazione della società. L’Olimpico non è stato pensato per il calcio, andare allo stadio é un rito che non bisogna perdere».
Tante le polemiche intorno al progetto, da Legambiente preoccupata dalla «trasformazione di 130 ettari di Agro Romano del tutto inedificabili in cemento grazie a un’opportuna variante urbanistica, ovviamente bipartisan», al sottosegretario ai Beni Culturali Giro che evidenzia come serva l’ok del Ministero. Oggi tra l’altro ci sarà l’incontro con il comune sull’argomento. «A Roma si parla di colate di cemento anche quando si vogliono costruire le case popolari, questo fa parte di un cattivo dibattito politico», la constatazione del sindaco. «È giusto che la Roma abbia il suo stadio attraverso un percorso trasparente, partecipato e veloce, ma tenendo conto della mobilità e della qualità di vita dei residenti», l’opinione di Marrazzo.
«Spero di fare in tempo a giocarci», ha detto con il sorriso Francesco Totti. «Sarà la casa del tifoso giallorosso, mi auguro di poter allenare lì», così Claudio Ranieri. La scommessa su cui la Roma si gioca il proprio futuro é già cominciata, ma all’orizzonte resta il debito di Italpetroli con Unicredit e una piazza in fermento.

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