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La stanza di Feltri

I mercati esteri ci premiano ma la sinistra fa finta di nulla

Per settimane ci hanno spiegato quanto fosse magnifico Pedro Sánchez, mentre Meloni sarebbe la parente imbarazzante da nascondere quando arrivano gli ospiti

meloni macron ft

Caro direttore Feltri,

il Financial Times scrive che oggi è la Francia, non più l’Italia, a preoccupare maggiormente i mercati sul debito e riconosce al governo Meloni disciplina fiscale e stabilità politica. Eppure, ascoltando la nostra opposizione, sembrerebbe che Meloni abbia isolato e screditato l’Italia nel mondo. Come lo spiega?

Edoardo Minervini

Caro Edoardo,

si spiega facilmente: per una certa opposizione Giorgia Meloni potrebbe camminare sulle acque e verrebbe accusata di non saper nuotare. Da quattro anni ascoltiamo la medesima cantilena. Meloni ci avrebbe isolati, screditati, trasformati negli appestati d’Europa. Ogni viaggio internazionale viene raccontato come una figuraccia, ogni vertice come una bocciatura, ogni divergenza con un altro governo come la prova definitiva della nostra irrilevanza. Poi uno apre il Financial Times, che difficilmente può essere scambiato per l’organo ufficiale di Fratelli d’Italia, e scopre un’altra realtà.

Per gran parte dell’estate i titoli di Stato italiani a dieci anni hanno reso meno di quelli francesi: significa che il mercato ha chiesto un premio maggiore per prestare soldi a Parigi che a Roma. Alcuni investitori stanno spostando capitali dalla Francia verso l’Italia e il quotidiano britannico individua tra le ragioni la disciplina fiscale e la stabilità politica del nostro Paese. Meloni e Giorgetti, scrive il giornale, hanno conquistato il plauso degli investitori obbligazionari.

Non significa che l’Italia sia improvvisamente diventata la Svizzera. Significa però che un Paese per decenni considerato il malato cronico d’Europa oggi viene giudicato dai mercati più affidabile di quanto fosse, mentre la Francia è diventata la sorvegliata speciale.

E qui casca l’asino, o meglio l’opposizione. Per settimane ci hanno spiegato quanto fosse magnifico Pedro Sánchez, mentre Meloni sarebbe la parente imbarazzante da nascondere quando arrivano gli ospiti. Peccato che all’estero la premier italiana venga ascoltata, ricevuta, cercata e, quando i risultati lo giustificano, persino elogiata. Si può contestare Meloni su tutto. È il sale della democrazia. Ma continuare a dipingere l’Italia come uno Stato screditato nel mondo mentre gli investitori internazionali aumentano la loro fiducia nel Paese non è opposizione, bensì una forma curiosa di cecità.

E c’è una consolazione. I mercati non votano Fratelli d’Italia, non guardano i talk-show e non leggono i comunicati del Nazareno. Guardano i numeri. E i numeri, purtroppo per qualcuno, non si possono accusare di essere fascisti.

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