Non ho mai seguito l’antiquariato dei libri, a parte quelli moderni, le prime edizioni che mi ha mostrato decine di volte Giampiero Mughini, la prime edizioni di tutti i libri futuristi, per esempio, magnifiche, però quando le guardavo pensavo anche alla vecchiezza, alla morte, in quante mani erano passate, e insomma tutto ciò che esiste da dopo la mia nascita mi ha sempre messo angoscia. Figuriamoci i libri antichi, rilegati in pelle, le pergamene. Eppure gli scienziati non li hanno letti, li hanno analizzati, un po’ come fecero con la Sindone, per scoprire che era un falso medievale. Qui si tratta di Vangeli, per l’esattezza gli York Gospels, e non si sono messi a leggerli bensì a analizzarli e hanno trovato un virus ovino. Mi spiego meglio.
Uno studio internazionale guidato dall’University College Dublin, pubblicato su Science Advances, ha ricostruito circa 3.500 anni di storia evolutiva dello sheeppox virus, il virus del vaiolo ovino, usando DNA recuperato da materiali molto diversi, dalle pecore dell’Età del Bronzo fino alle pergamene medievali. Tra queste ci sono appunto gli York Gospels, un manoscritto dei quattro Vangeli realizzato tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo e conservato nella cattedrale di York.
La pergamena (che è pelle animale trattata) può conservare il DNA dell’animale da cui proviene, e anche tracce dei virus con cui quella pelle era entrata in contatto. Gli studiosi hanno così trovato materiale genetico del vaiolo ovino in diversi fogli medievali e lo hanno confrontato con campioni assai più antichi e il più remoto, pensate, proviene da denti di pecora dell’Età del Bronzo rinvenuti in Asia centrale e risale a circa 3.500 anni fa.
Il virus, peraltro, esiste ancora oggi: provoca una malattia molto contagiosa tra ovini e caprini e non infetta l’uomo (la febbre caprina non l’avrete mai sentita, immagino). E comunque non comincino i NoVax a dire che prima dei vaccini non c’erano problemi: per gli esseri umani, che non avevano il problema di essere mangiati o di finire trasformati in pergamena (almeno in Occidente, però vai a sapere), c’erano il vaiolo, la poliomielite, il morbillo, la febbre gialla, la rabbia e mi fermo qui, e soprattutto molti più morti, i quali in ogni caso avevano il pregio di non poter protestare contro Big Pharma o Roberto Burioni (più a portata di mano).
