C’era una volta Pippo Olimpionico, ma era un fumetto. Oggi invece ci sono i nuovi fenomeni (e tuttologi) dello sport, diventati campioni nella disciplina sbagliata, quella che da bambini stavano per scartare per dedicarsi a una vera passione. Sinner, per dire, ne è l’esempio: non che fare il tennista sia stato un obbligo, ma di sicuro si divertiva (e si diverte forse ancora oggi) più sulla neve, visto che fino a dodici anni era una delle promesse azzurre. Non gli piaceva buttar via giorni di lavoro per un paletto, e allora ha svoltato.
Insomma: Nicolò Tresoldi, l’ultimo della serie a confessare antiche passioni, non è certo il solo: il ragazzo che ha rifilato una tripletta all’Inter con il Brugge, a 13 anni aveva ancora in mano la racchetta. Nazionale Under 12, si allenava con Flavio Cobolli, che - a sua volta - giocava nelle giovanili della Roma. Ora Tresoldi è conteso tra Germania («faremo di tutto per farlo restare con noi» ha detto ieri il Ct dell’Under 21 tedesca) e Italia, a naso sta cercando di capire dove potrà essere più titolare. E, se si dovesse fare una previsione, potrebbe dare una delusione a Roberto Mancini.
Incroci del destino, che sono meno rari di quanto si pensi. Il ciclista Primo Rogli è stato per esempio campione del mondo juniores a squadre nel salto con gli sci: in bici è salito a 22 anni, dopo una brutta caduta dal trampolino. Remco Evenepoel, invece, era capitano nelle giovanili di Anderlecht e PSV, con tanto di maglia del Belgio. Parlando di calciatori celebri, poi, Didier Drogba aveva scelto lo judo perché la mamma aveva paura dei contrasti col pallone, mentre Gareth Bale a scuola era un atleta totale (rugby, hockey, 100 metri da velocista) e i prof lo facevano giocare solo col destro, il piede debole, per non umiliare i compagni. Alla fine il suo sinistro ha centrato cinque Champions. Lo sport è dunque un romanzo di strade incrociate, si sa che il più grande cestista della storia, Michael Jordan, avrebbe voluto giocare a baseball (e poi l’ha pure fatto). Così come Zlatan Ibrahimovi deve le sue acrobazie in campo alla sua cintura nera di taekwondo. In questo caso ha deciso la sfida finale è stata tra il suo ego e quello di un supereroe. Indovinate chi ha vinto?
