La strana partita della Casagit: chiede più soldi, concede meno prestazioni

Il presidente dell'assicurazione obbligatoria dei giornalisti, Daniele Cerrato, annuncia lagrime e sangue per il 2010. «Troppi prepensionati e contratti bassi, dovremo provvedere a una manovra strutturale». E' esattamente ciò che la Fnsi ha concesso di fare agli editori

Buone notizie per i giornalisti. La Casagit tornerà presto a battere cassa ai suoi iscritti, che già la pagano profumatamente in busta paga. E nel 2010 si appresta a ridurre fortemente le prestazioni rispetto agli anni passati.
Non s'era ancora spento l'eco rabbiosa del penoso balzello che una gestione dissennata dell'ente (che cura le prestazioni integrative sanitarie della categoria) aveva imposto, ed ecco che il presidente da poco eletto, Daniele Cerrato, scrive una lettera ai colleghi all'indomani della prima riunione del cda.
Una lettera che sembra partire bene: anzi, alla grande. «Le manovre già realizzate, il lavoro martellante di gestione delle convenzioni e i controlli operati dai nostri uffici hanno dato primi importanti frutti», spiega euforico il presidente. Che arriva a presentare un primo interessante corollario alla sua teoria: «Ma più di tutto ci ha aiutati la crisi economica, che ha ha suggerito una cautela generalizzata a tutti gli iscritti ad istituti di categorie professionali dedicate alla salute, come il nostro, abbattendo in modo davvero importante il ricorso a prestazioni che anche il Servizio Sanitario Nazionale è in grado di offrire. Tradotto: meno cliniche e più ospedali o, se preferite, cliniche e prestazioni in regime privato solo quando obiettivo della cura e tempi d'attesa per trovare un posto in un ospedale pubblico davvero non consentivano alternative».
Dunque, tutto bene: «Per queste ragioni il risultato della gestione corrente, che ci attendiamo nel 2009, sarà in sostanziale pareggio, anzi con un avanzo di gestione di 1,5 milioni di euro». Non si dice che l'avanzo deriva in gran parte dal balzello supplementare imposto agli iscritti, che già pagano fior di quattrini trattenuti in busta paga, ma transeat, se si torna al pareggio.
E invece no, la teoria presenta un singolare secondo corollario.Paradossalmente la crisi, scrive Cerrato, «si è dimostrata un "alleato nel 2009», ma sarà «il nemico da battere nel 2010". E perché mai? «Il prossimo anno è tutt'altro scenario», annuncia la fattucchiera Cerrato. E spiega che «la crisi del mondo dell'editoria diventerà un peso vero sui nostri conti: avremo meno contributi per effetto del passaggio da contrattualizzati a pensionati dei tanti colleghi mandati a casa dagli stati di crisi, dovremo assicurare solidarietà concreta a quanti affronteranno cassa integrazione o disoccupazione e verseranno, ovviamente, molto meno degli altri ma dovranno poter fruire della Casagit come tutti».
Il risultato annunciato da Casagit è chiarissimo: «di nuovo un forte deficit, un disavanzo che ci portiamo dietro e che, senza interventi strutturali sulle regole di utilizzo della Casagit, rischia di non farci andare avanti più di tanto... La nostra popolazione cambia: più anziani e contrattualizzati con redditi più bassi rispetto agli anni passati mentre i costi della sanità vanno per la loro strada, strada sempre in salita. Stiamo lavorando ad una manovra strutturale che possa essere illustrata ai colleghi entro i primissimi mesi del prossimo anno; non cambierà le regole della Cassa per un solo esercizio ma dovrà essere capace di assicurarci stabilità, solidità e governo dei conti per anni. Sarà la somma di misure ispirate a principi di equità, rigore e solidarietà. Eserciteremo il dovere di ascolto rispetto alle esigenze e alle indicazioni dei colleghi ma eserciteremo anche, va detto, il dovere di prendere decisioni. Su questa manovra si gioca la sopravvivenza della Casagit...».
In soldoni, la Casagit chiederà più soldi a chi già li versa e darà meno prestazioni. Tutto questo, mentre la Fnsi con l'altra mano, la sinistra, la scorsa primavera firmava con la Fieg un contratto-capestro che concede agli editori mano libera per fare esattamente ciò che ha messo e metterà in crisi Casagit, Inpgi e categoria tutta.Si scarica sui giornalisti i trattamenti pensionistici di colleghi mandati in prepensionamento e i contratti farlocchi dei giovani. Una bella partita di giro, non c'è dubbio.

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