Lo strano vertice a Genova tra Napolitano e il signor iCub

All'istituto italiano di tecnologia, il capo dello Stato «parla» con un robot che si inchina, gli offre una brochure e gli dice ciao ciao. L'umanoide aveva già incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel

Il vertice è stato, come si dice in gergo diplomatico, interlocutorio. Un braccino meccanico che si allunga, una brochure offerta con grazia, un «ciao ciao» un po' metallico. Il presidente lo ha guardato, gli ha fatto un cenno di risposta con la mano, gli pure sorriso, ma stavolta il signor iCub è rimasto in silenzio: la fase successiva non era stata programmata.
L'incontro ravvicinato del terzo tipo tra Giorgio Napolitano e il robot umanoide è avvenuto all'Istituto italiano di tecnologia di Genova Morego. Il capo dello Stato, impegnato nelle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia, ha fatto visita all'ente di ricerca, e alla fine del giro ha trovato la sorpresa, i saluti di un piccolo robot sul quale i tecnici dell'istituto stanno conducendo «ricerca avanzata». Mister iCub ha visto il presidente e si è subito prodotto in una speciale riverenza. Quando poi Napolitano si è avvicinato, l'umanoide ha proteso l'arto meccanico e gli ha consegnato il depliant dell'Iit aprendo con delicatezza le dita metalliche. iCub si è quindi inchinato di fronte alla massima autorità della Repubblica, si è risollevato e con la mano alzata ha fatto «ciao ciao». Il capo dello Stato, divertito, si è rivolto a direttore scientifico Roberto Cingolani e gli ha detto: «Però io gli ho sorriso e non ho avuto risposta». Non è stato il primo summit di questo tipo: la settimana scorsa iCub aveva incontrato la cancellera tedesca Angela Merkel.
Il presidente del comitato esecutivo Vittorio Grilli ha spiegato al presidente della repubblica che l'Iit presto avrà riflessi sul sistema produttivo del Paese. «Qui a Genova c'è il cuore e il cervello - ha aggiunto - ma l'istituto ha ha una vocazione nazionale grazie a un modello di gemmazione su tutto il territorio e una rete che va da Trento fino a Lecce». L'Iit ha 630 ricercatori, di cui 490 a Genova, che hanno in media trent'anni e provengono da trenta paesi. Tra di loro molti i «cervelli di ritorno», gli italiani rientrati dall'estero. Nel consiglio di verifica del lavoro dei ricercatori ci sono anche tre premi Nobel. L'istituto, ha ricordato Grilli «si è già aggiudicato programmi dell'Unione Europea e importanti progetti privati».

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