Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 19:19
Sport

Suarez:"Datele tempo, l'Inter diventerà come il Grande Real"

Caro Suarez, lei che ha giocato contro quel Real targato '60-61, 15 vittorie

di fila prima di pareggiare con l'Oviedo, che dice: più forte di questa

Inter?

«Più forte nel parco attaccanti, ne aveva un maggior numero di livello

mondiale. Di Stefano e Puskas tecnicamente erano giocatori fuori della

norma, Gento uno scattista straordinario: ne faceva 40 a partita, si fermava

e ripartiva».

Nel resto?

«Meglio l'Inter: difesa più forte, centrocampo più valido. Ha una rosa più

completa nella qualità. Il Real viveva su 4-5 giocatori, gli altri erano

assolutamente nella norma. Nell'Inter non c'è la grandissima stella, com'era

Di Stefano nel Real».

Il campionato era di buon livello?

«Aveva 5-6 squadre di valore. Ma in Spagna o in Italia, permettersi una

serie del genere è sempre difficile: bisogna avere una formazione in gamba.

Fai presto a trovare l'intoppo».

Fece colpo il record?

«Non più di tanto, perché si parlava meno e si guardava poco alle

statistiche».

Se quel Real e questa Inter dovessero sfidarsi?

«Periodi troppo diversi, eppoi quella era una grande squadra nel vero senso

della parola: fece un grande ciclo fatto di vittorie importanti. L'Inter lo

sta diventando: bisogna darle tempo per un paragone. Ma è sulla strada

giusta».

Certamente il Real faceva paura, anche se voi eravate il Barcellona...

«Facevano paura i tre attaccanti. Dietro avevano poco lavoro, perché il Real

andava e schiacciava».

C'è qualcuno dell'Inter che somiglia a Puskas o Di Stefano?

«No, non lo vedo. Di Stefano era il numero nove, ma soprattutto un giocatore

universale».

C'era anche Del Sol che poi sarebbe arrivato alla Juve...

«E con lui Vidal, Casado: molto normali. Del Sol era calciatore di alto

rendimento, un gran lavoratore».

Un tipo come Cambiasso?

«Forse. Anche se questo ha miglior tecnica. Del Sol era più dinamico e

irruente. Cambiasso sa segnare qualche gol in più, Del Sol era più adatto ad

arginare».

C'era uno Stankovic?

«Vedo sempre paragoni con Del Sol, almeno in qualche frangente. Oggi

Stankovic è molto maturato, sta vicino al vivo del gioco: una grande

annata».

Un giocatore di questa Inter che le piace in particolar modo?

«Mi piace la squadra: è compatta e completa. Ibrahimovic è il più

spettacolare, fa cose che arrivano al pubblico. Voglio dire: se la partita è

un po' addormentata, state sicuri che lui la sveglia».

Nessun paragone con quelli del Real?

«Guardi che quella squadra giocava molto bene a pallone. Forse Gento, con le

sue fiammate accendeva la partita, con la sua velocità rendeva tutto più

spettacolare. Ma tecnicamente Puskas e Di Stefano erano straordinari».

Parliamo dei tecnici?

«Allora l'allenatore non contava come oggi. C'era meno tatticismo. Prima si

diceva: il Real di Di Stefano. Al massimo del trio: Puskas, Gento, Di

Stefano. Si è cominciato con Herrera a cambiar musica».

Com'era Hector Munoz?

«Tranquillo, pacato, non alzava la voce. Sono stato con lui in nazionale.

Tranquillo ma autoritario. Il lavoro era più facile: meno giocatori, otto

giocavano sempre, meno mugugni».

Mancini?

«Quest'anno sta lavorando bene. Vero che, quando vinci, ogni cosa diventa

più facile. Tutti hanno capito che serviva cambiare registro, lasciar

qualcosa a beneficio della squadra. Piccole cose per far diventare forte un

gruppo. L'Inter è migliorata molto: reparti competitivi, sono stati presi

giocatori che hanno dato carattere, personalità, carisma».

Questa Inter avrebbe fatto una bella figura in quel campionato del Real?

«Una figura bellissima, però senza il Real di mezzo. Stesso problema che

avevamo noi del Barcellona. Eravamo forti, ma con quel Real...».

Mercoledì l'Inter tornerà in Champions contro il Valencia, come se la

caverà?

«In questo momento è superiore. Gli spagnoli hanno avuto un campionato molto

irregolare. Però bisogna sempre diffidare. Ormai l'Inter può gestire il

campionato con calma, vincere la Champions servirebbe a darle credibilità e

prestigio: le qualità di una grande squadra».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.