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"Suonare un Guarneri è come guidare una Ferrari"

Il violinista prodigio (21 anni) sarà ospite di Beatrice Rana a "Classiche forme". "Mi trasferirò a Londra"

"Suonare un Guarneri è come guidare una Ferrari"
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Andrea Cicalese ha ventuno anni e da tre suona un Guarneri del Gesù: un violino che vale almeno due milioni di euro, affidatogli da chi investe sui talenti eccezionali. È nato a Napoli, ci ha vissuto fino a sette anni, poi la Baviera. Appartiene a una generazione di musicisti che ha archiviato il divismo, non rivaleggia ma collabora. Il 18 e 20 luglio sarà a Lecce, ospite di Beatrice Rana per Classiche Forme.

Lei è un talento formidabile, ma è tutt'altro che solo. La mente va a Dueñas o Lozakovich. C'è competizione?

"Preferisco parlare di ispirazione. Quando ascolto un collega bravissimo non penso che mi stia togliendo qualcosa, semmai mi sta mostrando quanto sia ancora possibile crescere".

Veramente uno come Lozakovich non è un temibile concorrente?

"È un caro amico. Avevo tredici anni quando andai ad ascoltarlo a Monaco. Immagini un ragazzino che sogna di diventare violinista e vede un diciottenne suonare così. Dopo il concerto gli lasciai una lettera con il link a un video in cui suonavo. Lui la passò al suo maestro Josef Rissin che quella notte mi telefonò chiedendomi di andare a suonare da lui il giorno dopo. Da allora è anche il mio maestro".

La sua carriera è partita evitando le forche caudine dei concorsi. O forse ne ha in mente alcuni?

"No. L'idea di concorrere contro altri musicisti che hanno altre idee interpretative mi sembra sbagliata. Detto questo, tanti sono decollati grazie ai concorsi. Però, se posso, li evito".

Cosa ricorda del suo primo giorno con il violino Guarneri del Gesù?

"Ero a Cremona. Lo provai, ebbi la sensazione immediata che non ci fossero limiti. È come se a uno scrittore consegnassero il vocabolario della lingua italiana. Le parole ci sono tutte, il problema è scegliere quelle giuste. Il Guarneri ti offre colori infiniti, ma proprio per questo è molto più difficile da suonare".

Come guidare una Ferrari.

"Esatto. Una Ferrari può arrivare a trecento all'ora. Ma proprio per questo può anche schiantarsi. Una Panda no".

Tra poche settimane si trasferirà a Londra.

"Volevo vivere in una grande capitale musicale e il Royal College of Music mi ha offerto una borsa di studio molto generosa".

L'ultima persona che le ha detto: "Hai suonato male".

"Il mio maestro. E me stesso"

Si sente italiano o tedesco?

"Napoletano. Il mio modo di vedere il mondo è napoletano. Napoli è la città più poetica che conosca.

Le conversazioni ai Quartieri Spagnoli, il traffico che sembra caotico ma funziona, l'ironia quotidiana. Una volta un controllore disse a un signore: Questo biglietto ha cinque anni. E lui rispose: Mi sono sempre trovato bene. Questa fantasia, questa capacità di trovare sempre una soluzione, mi appartiene".

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