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"Il teatro è una straccionata ma io continuo a divertirmi"

L'attore Franco Branciaroli è in scena a Spoleto con una commedia "nera" (e feroce) scritta da Dan Fante, figlio di John

"Il teatro è una straccionata ma io continuo a divertirmi"

da Spoleto

Da uno che, senza tanti giri di parole, dichiara che il teatro italiano è diventato "una vera puttanata, una scarpaccia sfondata", ti aspetteresti l'amarezza di chi, disilluso, si è ritirato dalla lotta. E invece no. Franco Branciaroli, quasi 80 anni, 60 di carriera, queste cose le spara con la leggerezza di quello che non ha più niente da dimostrare. E che può permetterselo. La stessa con cui affronta Don Giovanni e il suo pitbull, commedia nera fino a domenica al Festival di Spoleto: ridendoci su. Nonostante, a ben vedere, ci sia poco da ridere.

Branciaroli: che testo affronta stavolta?

"Una commedia abilissima e irresistibile. Dan Fante, l'autore, è figlio del celebre romanziere americano John, e nel protagonista adombra proprio il padre. Schema tipicamente americano: per il pranzo dei 70 anni del capofamiglia arrivano da lontano tutti i suoi familiari, fra cui un figlio omosessuale e alcolista, e un altro, attore con moglie pazza e drogata al seguito. C'è anche un cane, il pitbull del titolo, che non compare mai ma che, facendo strage tra gli animali dei vicini, innesca i furiosi litigi attorno a cui si consuma la storia. Ne salta fuori il ritratto feroce, e formidabile, di una società che ha visto disintegrarsi il sogno americano".

L'impressione è che, nonostante la serietà del tema, questo testo la diverta molto.

"Moltissimo. E anche il pubblico si divertirà. È una commedia nera: oltre la gravità del contenuto prevale la comicità del paradosso. Che consente una immedesimazione totale: tocchi con mano la sensazione che molti hanno la sera, andando a letto. Vabbè - si pensa - di questa giornata salviamo sì e no il trenta per cento".

Lei è generalmente percepito come un attore anomalo. O sbaglio?

"Di certo non sono un beniamino delle platee. Non sono un divo per famiglie, né un interprete rassicurante. E sa perché? Perché ho sempre creduto - sbagliando - che in Italia il teatro fosse protetto dalle manipolazioni banali. E invece è stato accaparrato dal becerume, dalla volgarità. In Italia il teatro è diventato una vera puttanata, una straccionata indegna, una scarpaccia sfondata. Nonostante questo io non ho mai accettato ragionamenti tipo al pubblico diamogliela a bere. E questo il pubblico lo avverte. Per questo mi etichettano come anomalo. Io cerco la felicità nella bellezza. Ma della bellezza la maggior parte delle persone non sa nulla. E manco gliene frega niente".

Prossimo agli 80 anni (li compirà nel 2027) lei sembra un disilluso.

"No, grazie: non voglio concedere a nessuno il piacere di pensarlo. Anzi: sto per dirle una cosa pericolosa. Ma la dirò lo stesso. Nell'ambiente io credo di essere stimato. Il valore di un attore non viene certificato tanto dal pubblico, che in fondo conta poco perché si può infinocchiarlo facilmente, ma dagli altri attori. Quando attorno cominci a sentire la gelosia, l'invidia, allora significa che i tuoi colleghi ti trovano bravo".

E lei ha mai invidiato il talento di un collega? E si è mai fatto dei nemici?

"Nemici ne avrò pure, ma incontrandoli non li riconoscerei. Magari oggi sono morti: è quando sei giovane, che ne hai. Attori che stimo ce ne sono tanti: a parte quelli leggendari, da Paolo Stoppa a Giorgio Albertazzi, adoravo Glauco Mauri, Carlo Cecchi, Antonello Fassari... Ma invidiarli no. Se fai l'attore è perché pensi di essere il migliore. Non è così, ovvio: ma è uno slancio che devi comunque avere. Come diceva Bompiani: Gli scrittori che vengono da me sono tutti convinti di essere Dostoevskij. Altrimenti non ci verrebbero".

Recentemente lei ha dichiarato che, se scrivesse le sue memorie...

"Dovrei morire subito dopo.

Per forza: non avrei i soldi per far fronte a tutte le querele che mi pioverebbero addosso. D'altra parte: se scrivi della tua vita devi raccontare la verità. Sul tuo mondo, i tuoi colleghi... Sarebbe molto divertente. Ma per ora niente da fare. Non ho alcuna intenzione di morire".

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