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Teatro

“Aprirò la marcia: 2mila ballerini danzano al parco Sempione”

La 9a edizione di “On Dance”, al via oggi, culmina domenica. Rappresentati trenta stili, dall’hip hop al flamenco al latino. Parla Roberto Bolle

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Ne serve oggi più che mai, ma di quella vera. Non le sue declinazioni contraffatte ed esibite sui social. Alla felicità è intitolata la nona edizione di OnDance 2026, la festa della danza open air ideata da Roberto Bolle, in cartellone a Milano da oggi a domenica, tre giorni di spettacoli, lezioni, incontri ed eventi gratuiti all’insegna del coinvolgimento del pubblico (info: OnDance.it). Sono il Castello Sforzesco e piazza Duomo le due location dell’evento che ha la missione nobile di diffondere la passione della danza a più persone. E a proposito di passione, è da questo sentimento che parte il senso della felicità per Bolle.

Felicità è passione, e viceversa?

«Una passione costante, non effimera.

Quando cominciai a sognare questo progetto non immaginavo che saremmo arrivati alla nona edizione. La mia intenzione era quella di comunicare alla gente, raggiungendo altre realtà oltre la danza.

Quanto alla felicità, per me è riuscire a esprimere la propria passione, portare alla luce ciò che abbiamo dentro».

Quando avrà smesso con la danza sul palcoscenico, quale sarà la sua declinazione di felicità?

«Sarà restare nel mondo della danza. Già oggi porto giovani talenti con me sul palco, in futuro li scoverò e li lancerò. E poi c’è la mia fondazione che opera nelle scuole medie milanesi, da poco anche nelle scuole elementari».

Perché ha scelto proprio questa parola per l’edizione 2026?

«Perché purtroppo oggi la felicità si rende vitale e necessaria. Viviamo un momento storico affollato di angosce individuali e collettive. Il mio tentativo è quello di far comprendere che dall’arte sgorga la felicità, e che l’arte e il bello possono curare le nostre ansie».

Il Castello Sforzesco è una nuova sede principale dell’evento.

«Per me un onore: questo luogo è uno dei veri simboli di Milano. Al Cortile della Rocchetta si svolgeranno 27 lezioni gratuite di danza, aperte a tutti».

Anche a chi sia completamente digiuno dalla disciplina?

«Certo. Alle lezioni vengono giovani alle primissime armi, anche solo curiosi. Si mettono alla prova, senza vergogna. E per me è sempre una lezione personale che apprendo: da ragazzino ho subito condizionamenti e temevo il giudizio degli altri, una cosa che mi inibiva. Quando vedo questi giovani che se ne fregano e si buttano, gioisco».

Cosa porterà OnDance in piazza Duomo?

«Due serate danzanti speciali, della capienza massima di mille persone di pubblico: oggi la Swing Dance Night, domani la Tango Dance Night. La novità di questa edizione è però la Marcia di On Dance».

Di cosa si tratta?

«Sarà una festa in movimento che, partendo alle ore 17 dal Castello (domenica), attraverserà Parco Sempione: io aprirò la Marcia, dopodiché duemila ballerini provenienti da scuole di tutta Italia interpreteranno trenta diversi stili di danza dalla classica al contemporaneo, dall’hip hop al flamenco allo swing, al latino, al tip tap.

Una playlist di trenta generi musicali differenti farà da colonna sonora».

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