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Teatro

San Francesco, a teatro l'adattamento del film di Zeffirelli

“Fratello Sole e Sorella Luna” va in scena da domani a domenica

Francesco e Chiara Giulio Pranno e Ksenia Borzak

Lo si attendeva sugli schermi per un ritorno celebrativo, e invece eccolo sul palcoscenico. «Fratello Sole Sorella Luna» di Franco Zeffirelli, nell’adattamento teatrale di Angela Demattè per la regia di Piero Maccarinelli crea un interessante connubio tra cinema e teatro utilizzando proiezioni video e fotografiche molto realistiche, capaci di trasferire i protagonisti direttamente lì dove tutto accadde. La storia della conversione e dell’autentica rivoluzione di San Francesco, nell’800esimo della sua morte, ha preso il via simbolicamente proprio il 4 ottobre, giorno del Santo, a Massa, ma la prima piazza davvero importante è Milano, dove la piéce è attesa da domani a domenica al Teatro Manzoni. Un collegamento al mondo del cinema viene anche dai due principali protagonisti nel ruolo di Francesco e Chiara, rispettivamente Giulio Pranno e Ksenia Borzak, dal curriculum tra cinema e fiction. Per il primo, i ruoli impegnativi non sono una novità: ne «La scuola cattolica» di Stefano Modrini il giovane attore romano vestì i panni di Andrea Ghira, uno degli aguzzini del Massacro del Circeo. Sul grande schermo Pranno è anche apparso in due film di Gabriele Salvatores («Tutto il mio folle amore» e «Comedians») e col teatro, spiega lui stesso, «ho un rapporto consolidato anche grazie al regista di questo spettacolo, con cui ho già lavorato». Vestire i panni di San Francesco non è impresa facile: «Sì spiega l’attore Francesco è uno di quei personaggi così complessi che si amano ma si temono. Ma davvero non potevo dire di no a questa sfida. Anche perché la mia natura è buttarmi nelle situazioni e poi misurare le difficoltà». La storia raccontata si svolge in un Medioevo che, osservato da vicino, non appare poi così lontano dal mondo contemporaneo: «È questa la forza del racconto prosegue Giulio Pranno Il Medioevo di Francesco mostra un mondo dove la ricchezza è un’arma di potere e influenza e definisce l’importanza delle persone, i potentati mercantili beneficiano delle guerre. Ai figli come Francesco si impone di ereditare i ruoli dei padri, per proseguire nel tempo status e patrimonio. Francesco andò contro tutto questo». Il mondo di oggi guarda a quel Medioevo e deve ammettere inquietanti analogie con i suoi lati crudeli: «Cosa sono le esecuzioni capitali ipotizzate in streaming, come recentemente si è discusso in America, se non qualcosa disimile alle esecuzioni pubbliche che avvenivano ottocento anni fa?» fa riflettere Pranno.