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Cronache

Un telefono contro i truffatori

Il servizio è gestito dalla Società Mutuo Soccorso della polizia municipale e ne fanno parte circa settanta ex vigili

Stefania Antonetti

«Non aprite quella porta… se non sapete chi è»: così potrebbe recitare lo slogan del «Telefono Antitruffa» il servizio, organizzato dal Comune di Genova e gestito da soci della Società Mutuo Soccorso della polizia municipale.

Il numero verde 800.39 48 39 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 ed è a disposizione di tutti i cittadini per sventare tentativi di truffa a domicilio e raggiri ai danni soprattutto di anziani.

Un vero e proprio call-center genovese dove operano una settantina di volontari (vigili già in pensione) che si adoperano quotidianamente e in modo del tutto gratuito per verificare telefonicamente l’identità di chi si presenta sulla porta di casa dicendo: «Mi manda l’azienda del gas, mi manda Telecom, Enel, l’Inps o il Comune».

«Perché queste persone – sottolineano i volontari del Telefono Antitruffa -, spesso non sono chi dicono di essere, ma semplicemente malintenzionati che si introducono con una scusa nell’alloggio e mettono in atto furti, aggressioni e rapine».

Non appena arriva la chiamata al Telefono Antitruffa, partono immediatamente i controlli da parte degli operatori telefonici che si avvalgono di una banca dati (continuamente aggiornata) che contiene tutti i nominativi degli addetti dei vari enti (Inps, Amga, Istat, Enel e Comune) autorizzati a effettuare visite a domicilio - solitamente preannunciate -.

La verifica in tempo reale da parte dei volontari e la contemporanea attivazione della polizia municipale e del nucleo della polizia giudiziaria, ha consentito già da tempo di sventare così diversi tentativi di truffa individuando i responsabili.

«Si contano una decina di raggiri sventati ogni mese – aggiungono ancora gli operatori telefonici – ad esempio nel maggio dello scorso anno, è arrivata la segnalazione di due “sedicenti” ispettori del gas che cercavano di entrare in alcuni appartamenti di via Fillak e via Mansueto. La rapida segnalazione dei proprietari e le immediate ricerche delle forze dell’ordine hanno fatto sì che nell’arco di poco fossero identificati e bloccati».

È proprio la tempestività la parola d’ordine che i volontari consigliano agli anziani quando alle loro porte suonano e chiedono di entrare in casa degli sconosciuti. Bastano pochi minuti ai volontari per verificare evitando così spiacevoli sorprese.

Al «Telefono Antitruffa» arrivano inoltre chiamate che denunciano situazioni di disagio: un malore, un problema sanitario, senso di smarrimento, abbandono e spesso paura; una sorta dunque di telefono amico che impegna il volontario in lunghe telefonate.

Vengono segnalati sempre più frequentemente inoltre casi di anziani avvicinati in strada da persone – soprattutto donne - dai modi rassicuranti e gentili che riescono ad accompagnarli in casa con qualsiasi scusa. Una volta entrati scatta la trappola che va dal raggiro all’aggressione fisica; altri invece riescono a convincere le loro «vittime» ad andare in banca consigliandoli di ritirare i soldi depositati da destinare a progetti umanitari o affari – chiaramente inesistenti -.

«Chiamatela pure cultura del sospetto – aggiungono infine i volontari – ma, vista la nostra esperienza nel campo, il nostro consiglio resta sempre lo stesso: diffidare di qualunque sconosciuto che chiede soldi o cerca di entrare in casa. In ogni caso rivolgersi al numero verde, oppure allo 010.5570 della polizia municipale, al 112 dei carabinieri e al 113 della polizia di Stato».

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