Sinner l’invincibile, Sinner bionico. Fermo. Cosa inconcepibile per i fan famelici, ma essenziale per evitare quadri più gravi. Ci spiega perché Annalisa Gison, medico fisiatra, primario Day hospital neuromotorio all’Irccs San Raffaele di Roma.
Dottoressa Gison, qual è la diagnosi esatta?
«Infiammazione della bandelletta ileotibiale, conosciuta anche come ginocchio del corridore: è un processo infiammatorio da sovraccarico della struttura connettivale che corre lungo la parte esterna della coscia, provocando dolore acuto o bruciore al ginocchio».
Non una cosa da niente?
«Coinvolge due articolazioni e il tendine. Di fatto compromette la stabilità».
Da cosa è causata?
«Dai cosiddetti gesti esplosivi, dall’allenamento d’impatto, cioè dagli scatti improvvisi e dalle rotazioni tipici del tennis».
La domanda che tutti si stanno ponendo: quali sono i tempi di recupero?
«Almeno 12 settimane. È necessario disinfiammare e procedere con allenamenti mirati per evitare che accada di nuovo. E comunque è un problema gestibile, nessuno parla di un’operazione. Certo, bisogna fare in modo che non si arrivi all’intervento chirurgico. Di solito si procede con laser, crioterapia e riposo funzionale. Con lui hanno già usato le onde d’urto per provare a rigenerare il tendine».
Uno stop inevitabile quindi?
«Gestibile ma inevitabile. Sinner ha dato così tanto che lo abbiamo considerato un robot, come se potesse non fermarsi mai. Ora ne ha bisogno. I professionisti e i mental coach che ha attorno lo aiuteranno ad affrontare tutto. Lo rivedremo, eccome».
