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Tennis

La sparata di Medvedev: “I tennisti tutti pazzi”

Us Open, fuori Cobolli: agli ottavi va il belga Blockx

(L/R) Belgium's Alexander Blockx greets Italy's Flavio Cobolli at the net after Blockx won their men's singles third round tennis match on day seven of the US Open tennis tournament at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in New York City on September 5, 2026. (Photo by TIMOTHY A. CLARY / AFP)

«Qui sono tutti pazzi», parole e musica di Daniil Medvedev, e non è che abbia tutti i torti. Per esempio: come si fa a definire il torneo di Flavio Cobolli se non un po’ folle? Vittoria in rimonta in cinque set al primo turno, vittoria in quattro sempre in rimonta al secondo, e poi il blackout dopo aver vinto il primo set contro Blockx: nove game di fila e un crollo condito dai due break presi al quarto set. Finisce 6-7, 6-3, 6-0, 6-3 per il 21enne belga che, in un video di presentazione del match, aveva detto di non sentirsi più un Next Gen. Si è visto purtroppo, soprattutto per come è stato micidiale in battuta (è stata la serata più pazza della mia carriera, a proposito), e la domanda allora è quando invece Cobolli comincerà a sentirsi il giocatore che è, ovvero un Top 10. Troppi alti e bassi per essere il numero 6 del mondo, ma soprattutto troppi momenti in cui consegna la partita all’avversario. D’altronde Flavio ha dichiarato sono un po’ matto, ma puro: si potrebbe dire in purezza.

L’Italia allora si è aggrappata a Luciano Darderi, l’azzurro argentino rimasto superstite di tutto il gruppo, ed anche questa dopo tanti anni di successi - sembra una roba da matti. Ma tornando alle parole di Medvedev, ormai non c’è più da sorprendersi di nulla: Il nostro sport è molto tecnico, mentale e fisico: quindi se hai un leggero dolore al polpaccio, magari il tuo servizio ne risentirà un po’, ti sentirai un po’ peggio mentalmente e forse perderai una partita quando sei sul 5-4, 40-0. E’ proprio questo che fa impazzire: alcuni sono più riservati ma dentro di loro sono un fuoco, ognuno a un livello diverso. La storia insegna perfino uno come Federer da giovane andava fuori di testa prima di cominciare a tenersi tutto dentro, e poi vogliamo mettere le routine pre servizio di Nadal e Djokovic che abbraccia gli alberi? Però Flavio: va bene essere matti, ma loro poi certe partite le vincevano.

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