Doveva essere soltanto una serata di festa, quella di Matteo Berrettini, dopo la vittoria al primo turno degli Us Open contro lo svizzero Stan Wawrinka ma si è poi trasformata in un momento di riflessione e soprattutto di denuncia per quanto avvenuto pochi mesi fa al Roland Garros con minacce di morte alla sua famiglia.
La denuncia di Matteo
La piaga delle scommesse è più viva che mai. Berrettini ha raccontato che, nel corso dello Slam sulla terra battuta parigina, il fratello Jacopo ha ricevuto un messaggio di questo tenore. “Matteo è scarso, se non gli dici di perdere uccideremo la tua famiglia”. Una minaccia a tutti gli effetti da delinquenti che cercano di monetizzare con gli eventi sportivi, in questo caso il tennis.
La denuncia all’Atp
Senza perdere tempo Matteo Berrettini ha denunciato l’accaduto all’Atp. Quello delle scommesse è un tema complesso – ha sottolineato Berrettini. “Tutti i giocatori, me compreso, in passato hanno ricevuto messaggi. Io ho vissuto momenti in cui non mi sono sentito particolarmente a mio agio giocando con persone attorno ai campi che disturbavano la partita facendo cose che non ritengo legate al tennis. Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti”, ha spiegato il tennista romano.
“Dobbiamo creare un comitato”
Matteo ha continuato a parlare della vicenda spiegando alla stampa presente agli Us Open che, oltre alla segnalazione all’Atp, c’è stata la denuncia di quanto avvenuto. “Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”.
Insomma, scommettere va bene ma senza oltrepassare i limiti. Lo stesso Matteo ha concluso dicendo che se tutta la questione delle scommesse viene gestita nella maniera corretta senza portare “alle conseguenze peggiori del gioco d’azzardo, penso che possa anche essere qualcosa di divertente. Personalmente, non l’ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose ma credo che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel circuito arrivano da lì. Quanto agli sponsor, non so cosa sia giusto o sbagliato: penso solo che, se la cosa viene gestita nel modo giusto, non ci vedo nulla di così negativo”.
