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Tennis

Us Open: montepremi record, big più ricchi, pagano i tifosi

In palio 108 milioni. La battaglia di Sinner & “sindacalisti” per premi più alti negli slam ha di fatto spinto gli organizzatori ad alzare il prezzo: il ticket più economico da 65 a 363 dollari

Flavio Cobolli, of Italy, left, and Belinda Bencic, of Switzerland, during a mixed doubles match at the U.S. Open tennis championships, Tuesday, Aug. 25, 2026, in New York. (AP Photo/Yuki Iwamura) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Si comincia. Con l’esibizione di Federer sull’Arthur Ashe contro Roddick e poi in un doppio con McEnroe e Agassi, e poi con il torneo di misto «tutto in due giorni»: Vavassori-Errani (campioni in carica) è la coppia da battere, Carlos Alcaraz e Serena Williams la più attesa. Ma sullo sfondo degli Us Open ci sono gli effetti collaterali della battaglia per il grano dei tennisti, firmata subito da Sinner, Djokovic, Zverev e tutti i top 10 accontentati con un montepremi record di 108 milioni (+20% rispetto al 2025, il 18% dei ricavi) e con la promessa di un consiglio degli Slam con loro presenti al tavolo. Tutti più ricchi dunque, ma chi paga? Risposta: il tifoso.

Provate voi a cercare un biglietto: venduti i pacchetti ad aziende e agli altospendenti, il resto è stato riversato sulle piattaforme di ticketing affiliate con salasso senza precedenti. E non solo per i posti in prima fila o di hospitality ma anche per il grounds pass, il più economico che non garantisce posti a sedere. Il suo prezzo ufficiale parte da 65 dollari, ma sul mercato secondario ha toccato i 363, quindi moltiplicato per 5. Risultato: la stampa ha definito tutto ciò «un oltraggio». Anche perché se il posto più economico per il Day 1 all’Arthur Ashe costa circa 327 dollari e sul Louis Armstrong 466, per la finale maschile si superano già i 21.000 dollari. Tanto è vero che il sindaco Mamdani ha bloccato 1000 biglietti a prezzo calmierato (100 $) per soli newyorkesi, da oggi in vendita previa verifica della residenza. «Abbiamo avuto più di un milione di spettatori nel 2025, stiamo investendo 800 milioni per rinnovare l’impianto e vogliamo offrire un’esperienza world class ha detto la responsabile commerciale Corio -. I prezzi dipendono dalle rivendite online, e comunque c’è la possibilità di vedere senza aggiunte gli allenamenti». Insomma le noccioline sono in regalo, per il resto bisogna svenarsi. Peccato però che gli US Open siano di proprietà della USTA, un ente senza scopo di lucro la cui missione dichiarata è «promuovere lo sport del tennis». Ora si è capito a favore di chi.

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