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Tennis

Us Open senza padroni. A NY si spera in Alcaraz

Le parole di Carlos Alcaraz spiegano bene il momento del tennis mondiale: lui torna dopo quattro mesi di stop (“Si può vincere così uno Slam? Perché no”), mentre Sinner continua a rimanere ai box

carlos alcaraz
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«Non penso al risultato, voglio solo uscire di qui sano». Le parole di Carlos Alcaraz spiegano bene il momento del tennis mondiale: lui torna dopo quattro mesi di stop («Si può vincere così uno Slam? Perché no»), mentre Sinner continua a rimanere ai box. Spazzate via le ultime incertezze lo spagnolo dunque c’è, ma chi è davvero il favorito sotto il cielo di New York? Gli UsOpen quest’anno partono così, e Zverev il numero uno del tabellone - è sempre Zverev: non sai mai cosa aspettarti. Per il resto ci sono una serie di giocatori che aspirano a conquistarsi il futuro (Jodar su tutti), ma che faticano a fare l’ultimo balzo per spiccare il volo; il solito Djokovic (e in questo caso tutto è possibile, persino che vinca il venticinquesimo Major); appunto Alcaraz che torna dall’infortunio al polso: «Non è proprio la situazione ideale, la preparazione è stata quella che è. Però il mio team pensa che io sia pronto, darò il 100%».

Risultato: c’è spazio per sognare, con ben 13 italiani al via - dieci ragazzi e tre ragazze e soprattutto con Flavio Cobolli numero 6 del mondo e reduce dalla finale del doppio misto (epica la gaffe con Belinda Bencic nel discorso finale: «Mi piace stare con te. Ah no, non in quel senso»). Il primo turno contro Comesana dirà già qualcosa, mentre Musetti se la vedrà con Fery, la sorpresa britannica che a Wimbledon aveva fatto fuori ai quarti. Inoltre c’è un Berrettini-Wawrinka da reduci (lo svizzero è all’ultimo Slam prima del ritiro), e ci sono quattro azzurri arrivati dalle qualificazioni, con la Stefanini che potrebbe incrociare la Paolini al secondo turno. E intanto l’America si aggrappa ancora a Roger Federer (5 UsOpen consecutivi), da ieri membro della Hall of Fame: «Non voglio essere ricordato per come giocavo, ma per le emozioni che ho lasciato». Quelle, in effetti, mancano.

Oggi (dalle 17, Sky e in chiaro su Supertennis): Cinà-Michelsen, Paolini-Erjavec, Stefanini-Yamstrenska, Djokovic-Navone.

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