Amsa non fa passi indietro. Non si fa convincere dalla contrarietà dei sindaci del Parco Sud e va avanti con l’idea di realizzare a Milano-Opera il nuovo termovalorizzatore, l’impianto che dovrà risolvere in modo definitivo il problema dello smaltimento dei rifiuti, allontanando - per sempre - lo spettro di uno «scenario napoletano».
«Non sono io a dire che c’è il pericolo di finire come a Napoli - ripete il presidente Sergio Galimberti - Lo dice il piano provinciale dei rifiuti, che tiene già conto dell’incremento della differenziata».
Per questo l’azienda ex comunale resta ferma sulla sua posizione: «L’opera è necessaria». E per Amsa non ci sono alternative all’area di Milano-Opera, o comunque non sono emerse dal 2001. Per questo oggi non intende riconoscere al pronunciamento del Consiglio direttivo del Parco - quello di tre giorni fa - il potere di bloccare un iter che è partito dal 2001. Gli uomini di Galimberti aspettano un pronunciamento formale dell’ente - presieduto dal presidente della Provincia, Guido Podestà. E aspettano che a parlare sia la Regione, l’ente che ha ricevuto l’istanza per l’impianto e che dovrà convocare la Conferenza dei servizi.
La Regione, in effetti, è intenzionata a riprendere in mano il bandolo della matassa. Il neo assessore regionale al Territorio Daniele Belotti, appena trasferitosi nel suo ufficio del Pirellone, ammette che la questione del termovalorizzatore è «sicuramente uno dei punti più importanti da risolvere». Leghista e successore di Davide Boni - che intanto ha partecipato alla sfilata dei sindaci anti-termovalorizzatore - Belotti è cauto: «Ho già avuto un primo contatto con la Provincia, e intendo valutare tutte le varie soluzioni. Per questo convocherò al più presto un incontro con tutti i soggetti istituzionali interessati». Sulla necessità di un nuovo impianto, però, ci sono pochi dubbi, anche negli amministratori della «verde» Lega: «Se mi dimostrassero dati alla mano che non serve, io sarei contento di non fare un altro termovalorizzatore. Se la differenziata arrivasse all’80 per cento ne farei a meno. Ma per ora le esigenze portano a realizzare l’impianto».
Anche il Comune di Milano è intenzionato ad andare avanti, ma sulla scelta del sito in cui realizzare l’impianto, Palazzo Marino non vuol fare le barricate. «La nostra posizione - spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Massari - è che i termovalorizzatori sono utili alla città. Sul luogo giusto in cui realizzarlo - aggiunge - mi devono convincere che l’area scelta da Amsa non va bene». «Nel caso di Silla - spiega Massari - noi eravamo i promotori dell’impianto. Noi eravamo Amsa. Oggi l’azienda è una spa, e ha chiesto alla Regione di costruire l’impianto. Bene, la Regione convocherà la Conferenza dei servizi e noi andremo a sentire cosa ci dicono. Ma per ora il mio mandato è questo: il sindaco mi ha detto “vai, siediti e senti cosa devono dirci”. I pro e i contro. I benefici e le controindicazioni. Il progetto, i vantaggi che quell’area offre, le controindicazioni, ma anche gli investimenti che Amsa intende fare per compensare quel territorio e mitigarne l’impatto. Poi sono pronto a discuterne e anche a relazionare in Consiglio comunale». Insomma Palazzo Marino non vuole fare la guerra, ma neanche mollare al primo colpo: «Chi si oppone - chiede Massari - che argomenti porta? Il verde? Ma dove? Ma cosa? Quella è l’area più brulla del mondo.
Termovalorizzatore Amsa: Parco Sud unica alternativa
L’azienda va avanti con l’idea di realizzare l’impianto a Milano-Opera Galimberti: «Non possiamo farne a meno». Regione e Comune prendono tempo. L’assessore Belotti: "Convocheremo presto un incontro con tutte le altre istituzioni"
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