A tre settimane dall’invasione di Ceuta da parte di 80.000 migranti irregolari, la Spagna sta ancora indagando per capire cosa sia accaduto e, soprattutto, come sia potuto accadere. Nell’exclave spagnola in Marocco permangono almeno 8.000 migranti ma i numeri non sono certi, perché ci sono ancora numerose persone nascoste nei boschi attorno alla città, che non sono censite e che si sottraggono ai controlli. Ma oltre ai problemi di sicurezza interni, che vengono segnalati dai residenti ormai allo stremo, tanto da lasciare Ceuta in attesa di un miglioramento della situazione, ci sono problemi di sicurezza di più ampio respiro.
L’assalto non ha portato solo una crisi umanitaria e gestionale ai margini dell’Europa, ma ha fatto da cavallo di Troia per elementi ad altissima pericolosità sociale. Due uomini affiliati allo Stato Islamico (Isis) sono stati arrestati dalle forze di sicurezza: avevano sfruttato la confusione e il caos dei valichi per mimetizzarsi tra i flussi irregolari. Uno dei fermi è scattato sul suolo spagnolo grazie agli agenti della Comisaría General de Información della Policía Nacional, mentre il secondo terrorista è stato rintracciato in territorio marocchino dai servizi di vigilanza della Dgst, probabilmente tra i soggetti respinti o rientrati. La notizia è stata riferita da La Razon e il quadro che emerge dalle fonti antiterrorismo riportate tratteggia uno scenario di grave rischio per la sicurezza nazionale ed europea. Oltre ai due operativi dell’Isis, i sistemi di allerta hanno individuato la presenza di diversi altri soggetti già condannati in passato per reati legati al radicalismo e con la pena ormai scontata, riusciti comunque a varcare la linea di confine.
Si tratta di elementi estremisti che attualmente si nascondono nell’area montuosa di Ceuta, intenzionati a evitare l’espulsione e pronti a ricostruire le proprie reti di contatto. Le informazioni investigative confermano che gli arrestati erano terroristi in pieno servizio: se fossero riusciti a stabilizzarsi sul territorio e a muoversi liberamente nello spazio Schengen, avrebbero rappresentato una minaccia d’imminente gravità per l’incolumità di tutti i cittadini europei.
