Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 20:51
Terrorismo

Dall’Isis agli “islamonauti” della Gen Z: l’allarme jihadismo in Italia

Il Copasir segnala giovani radicalizzati sul web, odio antisionista e antioccidentale e possibili saldature con le frange violente delle piazze antagoniste.

Il vero scandalo Isis: il ritardo dei pm

Radicalizzazione online, estremismo islamico di seconda generazione e saldature pericolose tra piazze antagoniste e sentimenti anti-occidentali: è questa la fotografia scattata dalla relazione del Copasir sull’attività svolta nel 2025, che è stata inviata al Parlamento traccia un quadro preoccupante sulle principali insidie per la sicurezza nazionale e la tenuta democratica, minacciati da più fronti.

Il comitato parlamentare ha evidenziato in primo luogo l’escalation della matrice jihadista, un fenomeno monitorato con estrema attenzione dalle nostre forze di intelligence. Come si legge nel documento, infatti, viene sottolineato che “il tema della minaccia terroristica è stato oggetto di interesse nel corso di tre audizioni del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise” e, nel dettaglio, “è stato evidenziato un complessivo innalzamento della minaccia legata all’estremismo islamico in Europa e, in particolare, a un attivismo filo-jihadista, registratosi dopo l’attacco condotto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023”. Un allarme che non può passare inosservato, perché non si tratta soltanto di cellule organizzate in modo tradizionale, ma di una minaccia fluida che corre veloce sulle piattaforme digitali e contagia i più giovani. E sono emersi innumerevoli casi in tal senso negli ultimi mesi, che hanno dato in parte la misura del movimento che si sta sviluppando.

“È emerso, inoltre, come si tratti, nella maggior parte dei casi, di integralisti islamici attivi sul web, cosiddetti ‘islamonauti’, appartenenti alla ‘generazione Z’, di origine straniera, seppur nati e cresciuti anche in Italia, di recente trasferitisi in altri Stati europei. Inoltre, diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale emergono in circuiti estremisti online frequentati anche da italiani, con alcuni utenti che manifestano interesse all’autoaddestramento e talora anche disponibilità a trasferirsi in zone di Jihad, se non ad attivarsi sul territorio nazionale”, viene spiegato. Lo Stato Islamico, scrive il Copasir, “continua a essere impegnato in un’offensiva mediatica e operativa, mostrando capacità di agire al di fuori delle zone di tradizionale radicamento territoriale e ponendosi quale fonte di ispirazione per chi intraprende un percorso di radicalizzazione e adesione all’estremismo violento”.

Accanto alla matrice islamista, la relazione ha acceso i riflettori sui disordini che hanno caratterizzato la sicurezza interna e l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza. Il Comitato, “nel riaffermare il rispetto del diritto di manifestazione che, attuato in forma pacifica e democratica, oltre a rappresentare la fisiologica espressione della libertà di pensiero, è un diritto fondamentale dei cittadini costituzionalmente protetto e garantito”, ha sottolineato la deriva assunta da diversi cortei in cui si sono inserite “attività di frange estremiste di carattere violento”. A spingere queste piazze verso l’intolleranza e lo scontro è spesso un’ideologia che intreccia l’ostilità verso le istituzioni occidentali con le tensioni internazionali. La relazione evidenzia infatti come “nell’audizione del 18 febbraio 2025 del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, è stato evidenziato, tra l’altro, come le tensioni in Medioriente risultassero ancora al centro dell’attenzione dell’area dell’antagonismo di sinistra, alimentando manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, con il coinvolgimento anche di componenti studentesche, che vedono la tematica antimilitarista sempre più intrecciata con quella antisionista”. Un corto circuito ideologico che pone la massima allerta sugli ambienti della sinistra radicale e sul rischio di una progressiva radicalizzazione dei movimenti studenteschi. Anche sui movimenti di estrema destra, il Copasir spiega che “comincia a prendere piede, anche tra le formazioni nazionali, il tema della remigrazione, interpretata come espulsione su vasta scala di richiedenti asilo o di immigrati in generale. Particolare menzione merita, inoltre, la crescente diffusione del suprematismo bianco, fondato sull’istigazione alla violenza indiscriminata, per lo più ad opera di pochi ed isolati attori”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.