È una nuova paura, quella che ieri mattina è tornata a sconvolgere la Francia. Non la narrazione consumata dell’Isis, riaffacciatosi a Berlino lo scorso fine settimana. Né gli incendi, che pure preoccupano come mai prima da decenni. Ma un attacco azionato da un 31enne armato di due coltelli nell’area Nord-Ovest di Parigi che avrebbe colpito perché «mentalmente instabile», secondo le autorità.
Intorno alle 11,30, vestito con abiti chiari e con le lame impugnate, entra in azione. Corre lungo l’Avenue de Clichy e colpisce. «Solo le donne», raccontano i testimoni. Avanti e indietro. È un commesso che esce da un supermercato Intermarché diretto verso la metropolitana, Mohammed-Ali Bouhadjar, a raccontare la parziale dinamica dei fatti essendo stato tra in primi a intervenire. «Ho visto un uomo armato di due coltelli da cucina lunghi circa 20 centimetri che inseguiva le persone e le accoltellava». Vede quello che si scoprirà essere un 31enne, che in pieno giorno aggredisce tre donne tra la brasserie Les Deux Coupoles e la fermata del tram Porte de Clichy. Le vittime, di 19, 24 e 36 anni, vengono soccorse e trasportate in ospedale, dirà la questura di Parigi.
Sono stati dei semplici passanti a interrompere la furia omicida assieme a un agente fuori servizio. «Allah mi ha spedito qui per uccidere delle donne», le prime parole del «sospettato», raccolte dalla polizia arrivata nel frattempo. I timori espressi dai primi testimoni, rilevati da vari media, sono però anche legati alla rapidità con cui l’uomo è stato immediatamente inquadrato come uno «squilibrato» e non come terrorista ispirato dall’islamismo nonostante parole apparentemente inequivocabili. «Parla in modo incoerente», spiega il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, invitando alla cautela sulle motivazioni del gesto. La Procura Nazionale Antiterrorismo (Pnat) per ora si limita a monitorare la situazione senza prendere in carico il dossier. È la polizia giudiziaria di Parigi a occuparsi delle indagini per «tentato omicidio aggravato». Dovranno «fare luce sulle motivazioni», chiede pure dil sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire.
La prima testimonianza è di una donna, raccolta da Le Figaro, che riavvolge il nastro di pochi secondi e racconta d’aver visto una ragazza distesa sul pavimento del bar coperta di sangue. Ancora sotto choc, è lei a dare le prime informazioni. Arrivano infine gli agenti che arrestano l’assalitore nel frattempo fermato da comuni cittadini: «Forza, prendiamolo!», grida un passante che vede la scena. Un altro uomo, con una valigia in mano, colpisce l’aggressore facendogli cadere le armi. Una cameriera dà manforte piazzandogli una sedia addosso. Tra i tre «eroi» del giorno, oltre a un agente fuori servizio, c’è Mohammed-Ali, judoka professionista: «L’ho fatto inciampare e gli siamo saltati addosso tutti». Un placcaggio prima dell’arrivo delle autorità in divisa.
Sembrava disorientato quando è arrivata la polizia, spiegano le autorità, che non negano la voce raccolta dal vivo: «È Allah che me l’ha ordinato». Secondo una fonte vicina all’inchiesta, tutto ridotto a una persona con problemi di salute mentale. La paura è dunque quella del mancato focus per un’azione sopraggiunta in una zona tutt’altro che considerata pericolosa e piena di pendolari. Due delle donne colpite, ferite alla parte bassa della schiena e all’addome, sono in condizioni critiche. Una terza è stabile. Una è incinta. Il fermato sarebbe nato a Les Lilas, Seine-Saint-Denis. Quella che anni fa veniva considerata periferia Est, da cui oggi si arriva in centro comodamente in metro.
