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Terrorismo

Il co-pilota di FlyDubai puntava il Ben Gurion

Il co-pilota rischia adesso la pena di morte negli Emirati, che intendono emettere una punizione esemplare

epa13273002 A Flydubai aircraft carrying passengers from Tabuk, Saudi Arabia, stands on the tarmac after landing at Ben Gurion International Airport near Tel Aviv, Israel, 30 September 2026. Flydubai confirmed that flight FZ 1073 from Dubai to Tel Aviv experienced an in-flight incident and diverted safely to Tabuk Airport in Saudi Arabia following an altercation in the flight deck, before passengers were safely transported to their destination. EPA/ABIR SULTAN

L’obiettivo finale era far schiantare il volo FlyDubai sull’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele. A riferire nuovi scioccanti dettagli sul mancato attentato del Boeing 737 è la tv israeliana Channel 12, che ha svelato le intenzioni del copilota omanita, Hamam al-Hammami, ora agli arresti negli Emirati Arabi Uniti. L’informazione è emersa durante gli interrogatori in corso ad Abu Dhabi. L’uomo avrebbe dichiarato avrebbe dichiarato che aveva intenzione di proseguire il volo normalmente dopo aver eliminato il comandante. Pensava poi di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per l’atterraggio e di schiantarsi contro un edificio o un altro aereo dello scalo in Israele. Questa deviazione dell’ultimo momento avrebbe impedito a chiunque di dare l’allarme e di fermarlo nell’attuazione del suo progetto mortale.

Per tutte queste ragioni, il co-pilota rischia adesso la pena di morte negli Emirati, che intendono emettere una punizione esemplare. Dalle indagini, alle quali partecipa anche l’intelligence israeliana, si è inoltre scoperto che al-Hammami, descritto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come un «radicalizzato», era già atterrato all’aeroporto Ben Gurion più volte, le ultime a giugno e luglio, sempre nell’ambito del suo lavoro con FlyDubai, e progettava da mesi l’attentato. Durante la sua permanenza nello scalo, a giugno, il copilota aveva raccolto elementi di intelligence sul luogo dove intendeva fare schiantare l’aereo. Al-Hammami aveva pianificato di compiere l’attentato a luglio, ma annullò il piano all’ultimo momento in quanto era amico di uno dei membri dell’equipaggio.

Netanyahu ha incaricato intanto il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Shmuel Ben Ezra, di nominare un perito per condurre un’analisi approfondita di «tutti gli aspetti» delle misure di sicurezza per i voli civili stranieri diretti in Israele in seguito alle falle emerse sul co-pilota jihadista, che non avrebbe dovuto essere in cabina di pilotaggio, per la sua provenienza da un Paese, l’Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele. Secondo Army Radio, che cita documenti interni del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, da anni alti funzionari israeliani hanno avvertito che il ministero dei Trasporti non sta adempiendo alle proprie responsabilità in merito ai controlli di sicurezza sulle compagnie aeree straniere dirette in Israele.